Esperienze di giovani volontari costruttori di democrazia

Ieri sera presso la sede del CRA (Centro Ricreativo Adolescenti) di Rovigo si è svolta un’interessante tavola rotonda, moderata da Luca Dall’Ara, direttore del CSV di Rovigo, intitolato “Giovani costruttori di democrazia: presente, passato, futuro”. I partecipanti erano membri di associazioni presenti sul territorio Polesano: Avis, Blu Soccorso, WWF, Voci per la libertà, Emergency. Il dibattito è scaturito dalla visione del filmato “Ora lo so” e, più in particolare, dalla sezione dedicata alla “Partecipazione”.

Ciascuno ha espresso il proprio parere riguardo al tema del coinvolgimento e dell’influenza dei giovani sulle scelte delle istituzioni, con uno specifico riferimento alla propria associazione.

Oscar, membro di Voci per la libertà, ha parlato, ponendo l’attenzione sul metodo, dell’esigenza di dare uno spazio di libertà di espressione ai giovani e della necessità di accattivarli tramite linguaggi comprensibili e familiari come la musica.

Nadia, 20 anni, socia della Blu Soccorso, ha dibattuto sulla difficoltà di trattenere i giovani nell’associazione a causa del tempo che bisogna profondere. Il percorso per diventare volontario è infatti faticoso. I neo-volontari devono fare 6 mesi di corso teorico sulle varie tecniche di primo soccorso e un anno di tirocinio in ambulanza.

Eddi, 33 anni, responsabile della sezione WWF di Rovigo, ha posto l’attenzione sul fatto che i giovani non sono formati e informati, e ha parlato della difficoltà di trasmettere una cultura ambientale ai ragazzi, soprattutto se questi non sono supportati anche a casa da famiglie sensibili a tali temi. Se poi a monte non c’è il sostegno delle istituzioni, il quadro si complica ulteriormente. Un’altra criticità rilevata è la diffusa esterofilia dei giovani, che si traduce in poca attenzione nei confronti del proprio territorio e della realtà in cui si vive quotidianamente.

Federico, 27 anni, volontario Avis e presidente del Forum dei giovani di Lendinara, ha sottolineato il problema di una diffusa paura tra i giovani di interloquire con il mondo politico, cosa che influisce negativamente sul tentativo di creare una mentalità della partecipazione. I ragazzi, inoltre, secondo lui, sono troppo abituati, soprattutto dal mondo della scuola, alle imposizioni e non ragionare con la propria testa.

Francesco, 28 anni, di Emergency, riguardo all’avvenire della propria associazione ha invece ripreso una celebre frase di Gino Strada, secondo cui è auspicabile “un futuro in cui Emergency non ha più bisogno di esistere”.

Cosa ne pensate voi della partecipazione giovanile? E’ importante che le giovani generazioni vengano coinvolte nei processi decisionali? Quali potrebbero essere i modi per avvicinare i giovani al mondo volontariato e dell’impegno sociale?

1 commento su “Esperienze di giovani volontari costruttori di democrazia

  1. Voglio esprimere i miei complimenti per la serata molto proficua ed interessante…trovare giovani che si mettono in gioco e che discutono sul mondo in cui vivono non è facile.
    Spero che questi incontri continuino e si allarghino sempre di più, “contaminando” altri ragazzi, per dare così voce alle nuove leve che saranno responsabili della vita sociale del paese.
    Siamo tutti chiamati ad una atto di co-responsabilità nell’impegnarci per il Bene comune, ponendo al centro della questione la giustizia e la volontà di creare le condizione per una felicità a cui tutti hanno diritto di arrivare.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *