Padova, 27 Aprile 2009: Asseblea Regionale dei Volontari in Servizio Civile Nazionale

Lunedì 27 Aprile, dall 9 alle 13.30, si è tenuta presso la sala Diego Valeri di Padova l’Assemblea Regionale dei volontari in SCN, in occasione delle elezioni dei delegati dei volontari, portavoce delle istanze dei volontari in SCN di tutta Italia.

Le candidate che hanno presentato il proprio programma elettorale sono state: Silvia Carelle (25 anni di Belluno) e Silvia Bortoletto (21 anni).

Silvia Carelle ha aperto il suo discorso svelando che all’inizio ha vissuto il SCN come un lavoro e, solamente con il passare dei mesi, lo ha percepito come qualcosa di diverso. La candidatura rappresenta per lei un’occasione per “buttarsi” e provare a cambiare direttamente alcune cose del SCN che non ritiene funzionali. I punti principali del suo programma derivano sostanzialmente dalla necessità e difficoltà di conciliare studio e lavoro:

– mantenimento delle 1400 ore, distribuirte in un arco di tempo maggiore (1 anno e 1/2, anche 2);

–  suddivisione del SCN in moduli, che si differenziano tra loro per ore e durata;

– adeguamento dei compensi corrisposti.

Bortoletto Silvia, laureanda in Scienze Politiche presso l’ateneo patavino e volontaria in SCN presso l’Associazione Comuni della Marca Trevigiana, si è invece candidata per dimostrare a sé stessa che se ci si mette in gioco e si alza la voce tutti insieme si può ottenere qualcosa di positivo.

I punti cardine del suo programma sono:

– ripristino dell’obbligo di versamento dei contributi a fini pensionistici a carico del Fondo Nazionale (eliminato dalla legge 2/2009);

– riconoscimento dei crediti formativi universitari;

– rafforzamento del rapporto tra volontario e OLP, tramite momenti di incontro volti ad un proficuo scambio di opinioni su aspettative ed obiettivi dell’esperienza di SCN;

– riduzione dell’orario a 25 ore settimanali;

– promozione della conoscenza del SCN;

– permessi straordinari per lutto ed esami universitari;

– messa a punto di una vantaggiosa interazione tra volontari, mediante la creazione di una settimana di scambio tra ragazzi appartenenti a progetti diversi per una maggiore comprensione del Servizio Civile.

La giornata di lunedì è stata, a mio parere, davvero importante, un momento di incontro e confronto con gli altri ragazzi che stanno svolgendo, come me, un anno di SCN.

Dopo la provocazione appropriatissima di un volontario di nome Giovanni sul fatto che il SCN debba essere considerato più per i valori che porta con sé, che per questioni di carattere meramente economico, si è aperto un dibattito più ampio e coinvolgente che ha visto l’intervento di diversi volontari.

Una delle riflessioni più interessanti è stata quella di una ragazza che, pur condividendo l’evidente ed indiscusso valore sociale ed ideale del SCN, ha sottolineato il fatto che per forza di cose esso è diventato un’alternativa al lavoro che non c’è, soprattutto per la fascia d’età tra i 25 e i 28 anni. Io condivido appieno questa visione, tuttavia penso si debba esorcizzare la situazione cercando di trovare nel nostro “lavoro” quotidiano quel quid in più che lo distingue da un’esperienza lavorativa tout court.

Noi stiamo facendo un’esperienza di cittadinanza attiva che dobbiamo valorizzare il più possibile. Il SCN è carico di valori di democrazia e solidarietà che non possono essere appiattiti omologando tale esperienza ad una normale prestazione lavorativa. Penso sia questa la risposta che dobbiamo dare a noi stessi e alle persone che credono che il SCN sia una perdita di tempo e denaro.

E’ importante quindi il modo in cui si vive questa opportunità. Dipende tutto in primis da noi e, in parte, ovviamente, anche dall’Ente che ci ospita, il quale dovrebbe capire la valenza formativa del Servizio Civile.

Io sono molto soddisfatta di come sta procedendo il mio percorso: sto acquisendo ed affinando competenze tecniche fondamentali ma, soprattutto, sto imparando a districarmi nelle complesse relazioni personali che caratterizzano il mondo del lavoro. Come ha sottolineato anche la dott.ssa Giorio, infatti, uno dei maggiori insegnamenti del SCN deriva dalla possibilità di sperimentarrsi in contesti relazionali paralavorativi.

Forza quindi ragazzi, la risorsa più grande risiede in noi!!! Viaviamo quest’esperienza nel modo più sereno possibile, senza ansie. Il limbo in cui ci troviamo può essere vissuto anche come una risorsa. Non dobbiamo sentirci investiti di responsabilità superiori a quelle che per ovvi motivi dobbiamo accollarci in quanto volontari consapevoli, coscienti e responsabili.

Colgo l’occasione per salutare in particolare tre ragazzi che ho conosciuto lunedì in occasione dell’Assemblea: Elisabetta, 27 anni, di Mestre, volontaria in SCN presso il Comune di Venezia con il progetto “Sistema Infanzia-Adolescenza” e membro del gruppo “Sbilanciati civili” (andate sul loro blog!), impegnati nella diffusione di una cultura attenta ai consumi in un’ottica di responsabilità sociale ed ambientale; Luigi, 23 anni, di Mestre, volontario in SCN presso il Museo di Storia Naturale di Venezia, nel quale si occupa della manutenzione dell’acquario “lagunare”; Valentino, 26 anni, di Lendinara, volontario in SCN presso l’Ufficio Servizio Civile del Comune di Venezia, che si occupa principalmente della promozione del SCN tramite Facebook, My space ed incontri di orientamento nelle classi V delle superiori.

Un saluto a tutti e buon lavoro,

Giada

15 commenti su “Padova, 27 Aprile 2009: Asseblea Regionale dei Volontari in Servizio Civile Nazionale

  1. Ciao a tutti!! sono Valentino..sì sono il ragazzo citato da Giada nel suo bell’articolo sulla giornata di lunedì 27 aprile a Padova. Sono anch’io un volontario di Servizio Civile presso il Comune di Venezia. Anch’io come Giada condivido appieno la giornata di lunedì innanzitutto come possibilità di ascoltare diverse testimonianze sulla possibilità di migliorare la percezione del Servizio Civile e poi per incontrare altri volontari di Servizio Civile che operano in Veneto. Devo dire di essere pienamente soddisfatto dell’esperienza che sto svolgendo in Comune; mi dà la possibilità di essere pienamente portatore dei principi istitutivi del Servizio Civile operando nel campo della promozione culturale, attuata attraverso diveri mezzi..dalla rete internet agli incontri nelle scuole superiori al contatto diretto con i potenziali volontari nell’ufficio dove lavoro.
    Spero ci siano maggiori possibilità come quella a cui ho avuto la fortuna di assistere a Padova..conoscenza ma anche confronto sulle tematiche del Servizio Civile.
    Grazie e un saluto a tutti!!!

    Valentino

  2. Ciao Valentino, grazie per aver lasciato un post nel Blog ;-)! La tua opera di diffusione del servizio civile è fondamentale. Pochi giovani conoscono l’esistenza di quest’opportunità e, ancora meno, il significato che porta con sé.
    E’ bellissima questa rete di conoscenze che si sta creando tra volontari, anche grazie ad Internet. Ieri ho contattato tramite Facebook Silvia Bortoletto, la quale è stata felice di sapere che è stato scritto un articolo con foto sull’incontro di lunedì scorso. Le social networks, se utilizzate con intelligenza, possono diventare preziosi strumenti di comunicazione.
    Spero che questi momenti di incontro diventino prassi. Il confronto è sempre un momento di crescita.
    A presto,
    Giada

  3. Ciao a tutti!
    Hai detto bene! Le social networks, se usate con intelligenza, sono preziose. Siamo nell’era delle telecomunicazioni e dobbiamo approfittare di ciò!
    Anche io, nel mio piccolo (assieme a Cristina che presta servizio presso l’ Associazione Comuni con me), sto cercando di diffondere il Servizio Civile (un tour di biblitoeca in biblioteca a consegnare il “Dizionario del Servizio Civile”). Mi manca un contatto diretto con gli altri ragazzi in servizio, ma è un inizio.
    Ovviamente l’obiettivo è quello di sconfinare oltre la provincia di Treviso…

    Sono consapevole del fatto che più sono i voti espressi, più il peso della rappresentanza cresce.
    Sono consapevole che il periodo di crisi fa cadere o fa passare in secondo piano le motivazioni solidariste, del rendersi utili, dell’essere cittadini attivi.
    Sono consapevole che è una realtà ancora piccola e ancora poco conosciuta.

    Spero che potremo perciò aiutarci a vicenda (con tutti gli strumenti utili a nostra disposizione) e creare noi quel “senso di appartenenza” che può fare la differenza dentro e soprattutto fuori di noi!
    A presto ragazzi!

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