A week in Houens Odde Spejdercenter

Che dire… sono in Danimarca da una settimana e mi sembra già una vita. Davanti ho ancora 6 mesi…

Di che cosa sto parlando? Del Servizio Volontario Europeo, un programma dell’UE riguardante la mobilità internazionale e i giovani. Chi può partecipare? Qualsiasi persona dai 18 ai 30 anni. Poi si sceglie attraverso undatabase europeo il progetto che piace, si prova ad inoltrare la domanda e si aspetta una risposta.

Io avevo scelto tra diversi Paesi del Nord Europa (Svezia, Danimarca, Norvegia, Islanda), perché ero/sono alla ricerca di un’esperienza totalizzante, che sconvolga il mio modo di vedere le cose e di agire. Il destino ha voluto che finissi qui, a Houens Odde, vicino a Kolding, nel cuore dello Jutland, quel lembo di Danimarca confinante con la Germania.

L’impatto, quando sono arrivata, è stato davvero duro, soprattutto per la quantità mostruosa di neve che invade tutto il Paese in questo periodo dell’anno. Il giorno prima passeggiavo per Rovigo in un clima decisamente primaverile e il giorno dopo mi sono trovata tra i ghiacci, da sola. Questo è un altro aspetto importante del Servizio Volontario Europeo: a parte rari casi, si parte da soli. Per quanto mi riguarda, inoltre, nella mia associazione ospitante non ci sono altri Italiani e, pertanto, la lingua che si parla con i membri dello staff è l’Inglese. Il secondo ostacolo è quindi la lingua. Ma sono fiduciosa. L’importante è cercare di parlare Italiano meno possibile= ridurre al minimo i contatti skype con la webcam e FB.

Nonostante la gentilezza dello staff, dimostrata dal primo istante in cui sono venuti a prendermi all’aeroporto di Billund, ho sentito un forte senso di smarrimento. Avevo voglia di scappare. Mi sentivo davvero oppressa. Un mix di paura e stanchezza dovuta al viaggio. Mi sono “svegliata” (in pratica non sono mai andata a letto) alle 2 di notte per prendere l’aereo al Marco Polo di Venezia e sono arrivata a Billund alle 11 del mattino. Poi sono stata sveglia tutto il giorno. Nel pomeriggio infatti ho avuto un incontro con il direttore del Centro, Karsten, un uomo gentilissimo che, per prima cosa, mi ha dato la chiave (ne abbiamo una che apre tutte le porte), dimostrandomi da subilto grande fiducia. Durante il colloquio con lui, mi ha parlato dell’importanza dell’educazione a lungo termine, un concetto di work in progress davvero positivo (non si finisce infatti mai di imparare), e dell’importanza di sapere prendere decisioni in maniera autonoma. Sarò infatti io a scegliere “step by step” cosa fare come attività e come gestire il mio tempo.

Finché non comincia l’estate e i gruppi scout non arrivano (adesso vengono solo nel week-end per fare dei meeting), il compito principale dei volontari è provvedere al mantenimento di tutte le strutture che compongono questo centro, al funzionamento dei mezzi (macchine, trattori, etc.) e alla cura degli animali (pecore e capre).

Data la mia passione per gli animali, ho decisono di cominciare proprio da quest’ultima attività. Da lunedì prossimo, inoltre, dovrò dare una mano per la realizzazione del nuovo cartello di legno che indica la strada da seguire per raggiungere Houens Odde Spejdercenter. Il lavoro non sarà facile: dovremo infatti scegliere un nuovo supporto su cui intagliare con degli scalpelli (o altri strumenti) il nome del centro.

Mi capita spesso di essere in mezzo a conversazioni tra Danesi in Danese. La sensazione che si prova è quella di essere un sordo-muto, incapace di esprimersi. A volte lo trovo divertente perché posso concentrarmi sulle espressioni di ciascuno, sul tono della voce, etc., altre invece si prova un senso di frustrazione e un’immensa voglia di poter esprimere ciò che si pensa senza eccessivi sforzi. In questa condizione penso agli stranieri che approdano nel nostro Paese e non di certo per motivi formativi come il mio, ma per scappare, il più delle volte, da situzioni tragiche. Quanto dolore, quanto risentimento, quanta voglia di urlare al mondo chi si è, da dove si viene, cosa si pensa.

Per quanto riguarda gli stereotipi, devo dire che ce ne sono una marea da sfatare. I Danesi sono molto OPEN MIND, noi siamo dei bigotti a confronto. Hanno un concetto di ospitalità molto vicino a quello dei popoli mediterranei. Riescono inoltre a passare con grande disinvoltura dalla loro lingua all’Inglese e viceversa, cosa impensabile per noi. Anche il capitolo cibo va rivalutato. All’inizio la presenza di innumerevoli salse sulla tavola da pranzo mi spaventava. Poi invece, assaggiando diverse cose, ho capito che il loro modo di cucinare non è niente male, per certi versi innnovativo.

I volontari sono tenuti in grande considerazione. Quando si arriva c’è una specie di protocollo da seguire. Si attacca, se non c’è già, la bandiera della Nazione di provenienza all’interno dell’appartamento e si deve aggiungere la propria foto e relativa bandiera in formato adesivo sulla porta all’ingresso. Quando tornerò a casa, invece, dovrò lasciare un messaggio scritto nel libro dei volontari, realizzare una foglia di legno da aggiungere al “family tree”, aggiungere mio nome e la relativa nazionalità su un planisfero situato all’esterno. Tutto ciò permette di lasciare una traccia del proprio passaggio e di creare una connessione tra volontari internazionali.

Fortunatamente mi sono ambientata dal secondo giorno. Ogni giorno è una scoperta, un passo in più. Oggi ho imparato a tirare con l’arco. Molto divertente!!!

20 commenti su “A week in Houens Odde Spejdercenter

  1. Complimenti per il coraggio che stai dimostrando. E complimenti per il pezzo che hai scritto: leggero, comunicativo, ricco di informazioni! Leggendolo si ha la sensazione di essere lì con te. Continua a scrivere di tanto in tanto. Chissà che tu riesca a suscitare a qualcuno interesse a intraprendere un’esperienza formativa simile all’estero.

  2. Mamma mia! Che emozione leggere le tue parole!
    Capisco benissimo le tue emozioni, paure ecc… perchè probabilmente le incontrerò anch’io.
    Direi proprio niente male il tuo progetto! Peccato magari il freddo …. ma quello passerà. Ma te sei Veneta … quindi a prova di freddo, gelo, caldo…. proiettile ecc…

    Sono stra contento di sentire la tua esperienza.
    Spero di risentirti presto

    Tieni duro!

    A presto
    Fabio
    El Vicentin !

  3. wow 🙂 davvero molto molto interessante, a tratti commovente e spesso divertente 🙂 continua cosi Giada! dalle tue parole capisco gia’ che e’ e sara’ un’esperienza indimenticabile! anche se a volte e’ davvero dura, credo tu ti sia gia’ accorta di quanto e’ bello e diverso il mondo…e di quanto sia invece limitante rimanere sempre nello stesso posto! coraggio! 😀

  4. Ciao!
    E’ da tanto che non vengo sul Blog del CSV ho persino dimeticato le credenziali per iscrivermi!
    Giada!
    Che bello.
    Ti invidio un sacco; le tue memorie mi ricordano il campo di volontariato che ho fatto in Islanda quest’estate, un’esperienza fantastica.
    Anche io mi associo con i miti da sfatare circa le popolazioni nordiche.
    Non è assolutamente vero che hanno una cattiva cucina ne che sono depressi o inospitali.
    Sono molto più open mind di noi senza ombra di dubbio, evidentemente il freddo e le difficoltà climatiche aiutano ad essere più lucidi.
    In bocca al lupo.
    Diego

  5. Ma tu Eddi sei di parte… Non vale questo commento… :-P!!! Condivido invece e confido nell’ultima parte del commento. Mi piacerebbe fare da Testimonial per questo genere di programmi europei. Finalmente qualcosa che funziona e che serve davvero ai giovani ;-)))

  6. E tra parentesi, ormai ci sono programmi di scambi in Europa anche per i vecchietti come me e Eddi, quindi prima o poi…

    @ Diego, se hai voglia di scrivere nel blog basta che fai un fischio e ti dò la password. E’ bello vedere che dopo tanto tanto tanto tanto tempo i nostri volontari in servizio civile si ricordano ancora del Csv… Vuol dire che non siamo stati così bestie.

  7. Bravissima Giada! Finalmente una rodigina coraggiosa! Hai davvero reso bene l’idea dello smarrimento che provano anche altri “migranti” e che noi invece spesso trattiamo come cittadini di second’ordine. E poi, non ce n’è, al nord sono avanti 1000 anni! Ovviamente mi ha fatto molto piacere leggere che hai cominciato dalla cura degli animali dato che sono anche la mia passione. Brava ancora Giada e fatti onore!

  8. Mamma mia… Grazie mille a tutti!!! Non sapete che bello leggere i vostri commenti incoraggianti. Sento dentro una forza che non conoscevo. Immaginavo di averla ma non ne ero pienamente convinta. Adesso so che si può davvero fare tutto ciò che si vuole. Bisogna però sapere cosa si desidera e rischiare. Scusate, non voglio filosofeggiare in maniera sterile e superficiale ma standomene qui da “sola”, ho tempo per riflettere.
    Grazie ancora a tutti! Vi faccio sapere come prosegue l’avventura ;-)))

  9. Quanta vita in pochi giorni! Quanti spunti e quanta esperienza! Brava Giada! Grazie di condividere i tuoi pensieri con noi. Inserisci le foto delle attività e tienici informati così, come dice Eddi, è come se fossimo lì.

  10. E che bella tutta questa partecipazione riguardo le cose che sto facendo ed imparando qui… Mi sento davvero bene, sostenuta. So di essere lontana, ma di avere tutti vicino. Una sensazione che da una forza incredibile. Più le cose sono difficili e più si ha soddisfazione quando si vede che si riesce a capire, a fare. E’ tutto un grande insegnamento di vita per me.
    Sto cercando ogni giorno di cogliere degli spunti di riflessione. Sono così tanti che non riesco nemmeno a focalizzarli.
    Ma… TAKE IT EASY…!!!
    ;-))
    Un bacio a tutti,
    Giada

  11. Giada cara, ti dicevo che cercavo l’ispirazione, beh…sono appena stato a vedere Invictus al cinema. il film su Mandela. non posso non regalarti la poesia da cui prende il nome il film e che è stata la compagna di viaggio di Mandela.
    enjoy!
    un abbraccio!

    Invictus
    Dal profondo della notte che mi avvolge
    buia come il pozzo più profondo che va da un polo all’altro,
    ringrazio qualunque dio esista
    per l’indomabile anima mia.

    Nella feroce morsa delle circostanze
    non mi sono tirato indietro né ho gridato per l’angoscia.
    Sotto i colpi d’ascia della sorte
    il mio capo è sanguinante, ma indomito.

    Oltre questo luogo di collera e lacrime
    incombe solo l’Orrore delle ombre
    eppure la minaccia degli anni
    mi trova, e mi troverà, senza paura.

    Non importa quanto sia stretta la porta,
    quanto piena di castighi la vita.
    Io sono il padrone del mio destino:
    io sono il capitano della mia anima

  12. Caspita, mi avevi detto che ci stavi pensando, ma non mi aspettavo di certo una cosa così… GRAZIE MILLE!!! Ne farò tesoro :-)))…

  13. Cara Giada leggendoti mi par di capire che tutto va per il meglio e mi fa molto piacere, tienici aggiornati sulle vicende. Cosa ne pensi se ti invio un bel maialino da tenere insieme alle capre? … ….
    Dalle paludi del Delta un caro saluto e un abbraccio,
    Nicola.

  14. Ciao Nicola! E capisci bene… va tutto alla grande!!! Sto benissimo! I primi giorni sono stati duri a causa di tanti fattori, uno importante la salute (ho avuto problemi di stomaco davvero invalidanti), ma adesso sto da Dio. Sto assorbendo tutta la positività di queste persone aperte e prive di invidie. Davvero un modo di vivere e di prendere le cose ideale.,.
    Tra un po’ scriverò di nuovo sul blog, per aggiornare tutti.
    ps. Il Delta è sempre nel mio cuore e nei pensieri e voi con lui ;-)))
    Beso,
    Giada

  15. Caspita Giada che bel resoconto hai scritto.. ricco, allegro e pieno di energia!! sei sempre stata particolare e solare, ti auguro tutto il bene possibile e che questa esperienza sia solo l’inizio di una strada sempre più viva e soddisfacente!
    coraggio! Attendo le tue prossime news e ti mando un grande bacio dalla bella e difficile Italia!

  16. I paesi del nord non mi sono mai piaciuti, però quasi quasi un pensierino fin a kolding potrei farlo.
    Con tutti questi racconti hai stimolato la mia curiosità.

  17. Ti posso assicurare che la Danimarca ha un fascino particolare e i danesi sanno davvero trasmettere il valore dell’ospitalità e della condivisione. Abbiamo solo da imparare…

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