Just walking

Come ogni pomeriggio, finito il lavoro, sono andata a camminare insieme a Jumpa, il pastore tedesco di Christian, uno dei dipendenti di Huens Odde.

Da tre giorni lo sto tenendo io perché lui è andato in vacanza. Non mi sembra vero: un pelosone tutto per me, da accudire, coccolare, con cui condividere tante belle avventure.

C’è un rapporto speciale che lega l’uomo al cane. Lui mi segue, ha quest’istinto, si allontana e poi torna. Basta un cenno, una parola, a volte nemmeno quella. Altre, invece, mi accorgo di essere io a seguirlo. Come se lui conoscesse la strada e io mi affidassi al suo naso, al suo istinto. Insieme abbiamo sempre trovato la strada del ritorno.

Oggi sentivo il bisogno di cambiare direzione. Mi sono inoltrata nel bosco dietro “casa”, la mia nuova, attuale, casa.

E’ iniziato tutto per gioco. E’ iniziato tutto CON un gioco: lanciavo il bastone a Jumpa e lo rincorrevo. Poi piano piano siamo penetrati nel bosco…

Certi luoghi hanno un fascino sinistro. Come se potessero comunicare qualcosa di terribile di cui sono stati teatro. Ciò che si percepisce sono delle vibrazioni, ma bisogna l’apertura per sapere ascoltare, in silenzio, con la mente sgombra e il cuore aperto.

La luce filtrava tra i fusti altissimi.

Poi giù, sempre più giù, fino ad arrivare ad una zona umida retrostante il fiordo.

Il filo spinato. Che fare?

Un bivio: o tornare indietro, appagati dopo aver visto un branco di daini nel bosco, oppure decidere di trovare il varco. Ho scelto la seconda strada.

E da lì in poi mi si è aperto un altro mondo.

Se prima sentivo il peso di qualcosa di non detto, ma di denso, pesante, tragico, intrappolato tra i rami e le foglie, oltrepassato il filo spinato mi si è aperto un paesaggio incantevole, frizzante, giovane. Spazi aperti, vento forte, cuore in gola.

E Jumpa sempre al mio fianco, ma con discrezione. E’ un cane che non dà molta confidenza, ma poi, se decide di seguirti, non ti lascia più. E io mi sento simile a lui. Forse è per quello che ci seguiamo.

Ogni passo, una scoperta, una visione. In più, la consapevolezza di non poter essere scovata. Ero in un luogo mio, segreto. Come quando da bambina correvo per non essere acchiappata e cercavo il nascondiglio più adeguato. E stavo là a lungo.

Oggi solamente natura intorno, io, Jumpa e qualche anatra di passaggio.

Adoro il momento in cui il sole cerca di nasconersi in fretta, scendendo sempre più in basso e la luce filtra sempre più obliqua. Gli appassionati di fotografia sanno bene di che cosa parlo. La luce giusta. Ma a volte è bello vivere e basta. Godersi quella frazione di secondo di perfezione in cui potresti scattare la foto migliore, ma non lo fai, perché sai bene che in quel momento la cosa più importante è vivere quella luce.

Respirare a pieni polmoni e sentire che oltre non si può andare, perché sei già oltre.

E il cane sempre con me. La sensazione di essere in montagna a causa della latitudinee la presenza di una flora quasi alpina, ma poi il profuno del mare, l’acqua del fiordo.

Solo io, jumpa e il fiordo,

just walking

6 commenti su “Just walking

  1. Stupenda descrizione! Oltre all’indiscussa dote fotografica (fotografie meravigliose!) hai anche quella della penna.
    Il cane è veramente il miglior amico dell’uomo (soprattutto perchè non si fa tanti problemi o paranoie come qualcuno che hai conosciuto ultimamente … :P)

    Un misto di poesia e favola
    Grazie ancora del tuo contributo!
    A presto

  2. Bellissimo, articolo Giada! Credo che tu abbia scritto una sorta di ricetta contro lo stress: un posto incontaminato e un amico di cui ti puoi fidare che anche se non parla sa comunicare e non ti giudica…Il titolo Just Walking calza a pennello. Camminare è un gesto semplice ma con il quale si possono scoprire tanti aspetti interessanti sia dell’ambiente che ci circonda che di noi stessi…! Fotografia, gnegno e natura: hai trovato pane per i tuoi denti, eh? eheheh 😉

    Un abbraccio fortissimo!

    Enrique

  3. la canzone beatiful world ci sta a pennello!bellissimo !grazie giada e grazie anche a fabio per avere completato lo splendido racconto al prossimo.

  4. Wow 😉 Complimenti Giada! Purtroppo solo ora ho avuto il tempo di aggiornarmi sui tuo post…e devo dire che mi lasci sempre senza parole! I tuoi “racconti” sono sempre così forti e reali che mi sembra di essere lì con te, di camminare in quegli immensi spazi verdi e naturali…per non parlare della straordinaria qualità delle foto!
    Cerca di vedere sempre il lato positivo delle cose: stai vivendo un’esperienza che sicuramente rimarrà per sempre nel tuo cuore e sono sicura che rimpiangerai anche quei momenti di solitudine e tranquillità che magari ora ti sembrano così difficili da sopportare…
    Un abbraccio grande!
    P.S. Spero di riuscire a venire presto a vedere di persona quei fantastici paesaggi!

  5. Ciao Ale! Sono contenta ti piacciano i post e le foto ;-))) So già che mi mancheranno TANTISSIMO quando tornerò tante cose e persone di qui e a volte, credo persino di crearmi delle sensazioni negative per non sentire poi in futuro troppo la nostalgia… ma… strane, stranissime, super strane sensazioni.
    Ps. Ovviamente ti aspetto qui “a casa mia” ;-))) Cacchio, ormai, è davvero casa mia, la sento proprio casa mia :-O, ;-). La capacità di adattamento dell’essere umano mi sorprende sempre…
    Sono sicura che rimarrai a bocca aperta… Te lo prometto ;-)))
    Un beso,
    Giada

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