Completely crazy

Testa piena di pensieri, frammentati, a volte senza senso altre con un significato talmente profondo da desiderare di morire per non pensare. SCARED! Non esistono mezze misure qui: o tanto felice o profondamente infelice e, fondamentalmente, SOLA… Sola in tutti i sensi.

Terribile vedere altre persone, tanta gente e sentirsi profondamente soli.

Sono svuotata. Alcune volte sono così felice da pensare di essere in un sogno, altre talmente depressa da desiderare di aver fatto solo un incubo: NON SEI SOLA,  stai solamente dormendo e tra qualche ora riaprirai gli occhi e sarai a CASA, un abbraccio, un bacio da parte di chi SI ama e di chi TI ama e poi via, ricomincia la giornata.

Stress fisico che è diventato psicologico e psicologico diventato fisico. Solo una certezza: quando si tira troppo la corda, c’è solamente una via d’uscita: diventare più egoisti e pensare a sé, alla sopravvivenza. Non posso sentirmi in colpa, non posso più permettermelo. Prima di tutto viene la mia salute.

In questo stato di semi-coscienza una creatività che prima era latente diventa tangibile, densa. Vorrei annegare nei miei pensieri fino ad arrivare a non dover più pensare a niente. Il vuoto…

Fraintendimenti, parole dette con veemenza ed altre trattenute a stento ma pur sempre non dette. Sorrisi gelidi, inespressivi. Un cuore che batte ma non sa più perché. O meglio sì, ma a volte non lo ricorda più. Sono qui per un sogno, per fare qualcosa di utile per la mia vita e per quella dell’organizzazione che mi ospita, che non è composta da marziani ma da persone. Senso di responsabilità a volte talmente pesante, da essere una zavorra. Senso di soddisfazione, in altri casi, talmente grande per le più piccole banalità, da essere ridicolo persino ai miei occhi.

Voglia di essere abbracciata non per pietà ma per la condivisione di un mondo, di una visione della vita. Una strada comune da percorrere insieme, mano nella mano.

Happiness is real only when shared. Christopher McAndles, dal cui diario è stato tratto il meraviglioso film di Sean Penn “Into the wild”, è morto per arrivare a capire questo…

Voglia di black-out…

5 commenti su “Completely crazy

  1. Carissima Giada…Innanzi tutto devo dirti che mi hai veramente commosso nel mettere quella foto con me e Marco…E’ stata una cosa simpatica e allo stesso tempo tanto dolce…! Credo di capire quello che provi…Non è facile stare lontani da ciò che ci è familiare ed essere felici al 100%. Ma pensa a quello che hai imparato e a quello che potrai fare con il bagaglio accumulato con questa esperienza…E poi…ridendo e scherzando siamo già ad Aprile…son già 3 mesi…! Se mi permetti però, secondo me sei troppo severa con te stessa quando parli di egoismo…Perchè ho avuto le prove tangibili che tu NON SEI EGOISTA! Tu stai facendo solo quello che alla fine fan tutti: ti stai volendo bene. E non c’è niente di male, ma anzi, secondo me ci aiuta a preservare la nostra forza interiore per poi volere bene agli altri!Sappia che noi ti pensiamo sempre e siam sempre con te mentalmente…! Ti mando un abbraccio forte…!

    Enrique…

    PS: Se guardi la tua casella c’è posta per te 😉 !!!

  2. ciao Giada eccomi qui.
    Ho dato un’occhiata al blog anche se nn a tt. Godi pienamente q esperienza vedrai come la vivrai piu’ serenamente q sarai tornata…………. ascoltarti e’ un po’ come vedere q reality dove ci si domanda ma xkè se la prendono tanto e noi a casa e nn sappiamo darci risposte e loro lì a scannarsi……….. voglio dire godi, godi, godi di tt cio’, sarà il tuo zaino per qdo tornerai, la tua riserva d’acqua nel deserto del presente e del quotidiano qdo sarai ancora nelle tua terra con tt le sue difficoltà…………. e’ un pò come rifugiarsi in 1 eremo,te l’ho già detto………… qdo poi torni vorresti ritornarci per ricaricarti…. ho parlato con E… l’altro giorno e la sua serenità che traspare qdo parla lascia intendere che ti sente in fondo….al sicuro…. q. e’ la mia modesta impressione. Ti abbraccio forte forte. viva i contralti

  3. Per Enrique: visto la “posta per me”. Tanto carino, grazie ;-))) Quella foto insieme sulla spiaggia mi piace moltissimo e mi fa ricordare una stupenda giornata trascorsa insieme, straordinaria per le condizioni meteo e la compagnia. La chiave di volta, come dici tu, è pensare a sé stessi e a volersi bene, senza inutili e dannosi sensi di colpa.
    Per Patrizia: grazie per avermi scritto. E’ proprio come dici tu: è l’Eremo. Ti prego però di non paragonare quello che sto vivendo ad un reality. Questa è vita vera e si è da soli, in mezzo a persone che parlano, se va bene Inglese e, se va male, Danese. A migliaia di Km da casa, in un’altra Nazione, con altre tradizioni, stile di vita, etc.
    In questa situazione, a volte, pensando a chi mi aspetta a casa, oltre alla nostalgia, provo un senso di colpa. E’ come se facendo qualcosa per me, avessi tolto qualcosa ad altri che amo, anche se so che sono felici per quello che sto vivendo qui.
    Si provano, anzi, IO PROVO, cose davvero profonde difficilmente traducibili a parole “tu chiamale se vuoi.. EMOZIONI”.

  4. Ciao, sono un fugace lettore del tuo blog… mi ha impressionato. Non ti conosco, non ho vissuto le tue esperienze, e non le vivo. Mi sono semplicemente ritrovato nel tuo stato d’animo, seppur per motivi differenti.
    Quando vedo che ho aiutato un’altra persona mi sento vivo, mi sento utile. La nostalgia sarà una brutta bestia ma l’inutilità annichilisce, se ci si sente utili (per me) tutto è sopportabile.
    Se tu sei lì, permettimi di dirlo, forse è perchè sentivi di dover dare qualcosa di più (agli altri e a te, come hai scritto) pur togliendo qualcosa ad altri che non ti davano lo stesso in quel momento… è un compromesso pesante da sopportare, lo comprendo. Ma se ogni mattina ti senti come a casa significa che hai realizzato qualcosa. E se hai lasciato quelle persone tra una lacrima e un sorriso, hai detto a loro che loro possono contare su di te, pur a migliaia di km di distanza.

    Good luck

  5. Ciao Alberto! Scusami davvero se non ho risposto al tuo commento ma l’ho visto solamente ora :-(((. Grazie mille davvero per le tue parole :-))).
    Credo tu abbia colto qualcosa di tremendamente vero “La nostalgia sarà una brutta bestia ma l’inutilità annichilisce”. Niente di più vero. Abbiamo sempre bisogno di fare qualcosa per sentirci vivi ed avere una ragione per esistere. A mio avviso questo può essere svegliarsi la mattina per la persona che si ama, ma credo anche sia importante realizzarsi come persone in ambito professionale.
    Mi è piaciuta tantissimo anche la frase “e se hai lasciato quelle persone tra una lacrima e un sorriso, hai detto a loro che possono contare su di te, pur a migliaia di km di distanza”.
    E’ stato proprio così, non ho pianto solo perché ero troppo presa dal viaggio e non volevo farli stare male.
    Grazie mille ancora per lo sguardo profondo su un frammento di verità e vita vissuta.
    Giada

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