Anarchic emotions

Tra poco più di una settimana sono 4 mesi… Se ci penso non riesco a capacitarmene…

Eppure sono ancora qui, non ho mollato, anche se a volte la tentazione era forte. Una vita davvero diversa in tutto da quella che ho a casa…

CASA…

ci sono persone per cui questa parola non ha alcun colore, sfumatura… per me è tutto… CASA… le persone che amo, le strade su cui in stagioni diverse della mia vita ho camminato, corso, riso, pianto. Se qualcuno mi bendasse e mi portasse all’improvviso a Rovigo, la riconoscerei subito.

La lingua… la lingua dei mei avi, la mia.

Amo viaggiare, conoscere Paesi e persone diverse, ho i miei luoghi del cuore anche all’estero, Ronda, in Andalusia, è uno di questi, ma alla fine sono una rondine. Ho bisogno di tornare. E’ proprio un’esigenza. La mia storia è in Italia. E’ come se ci fosse qualcosa di profondamente radicato alla mia terra che amo, odio. Ma è mia: mi guardo intorno e vedo la mia storia, la storia della mia famiglia.

Ogni volta che cammino nel bosco qui, dopo la pioggia e sento il profumo degli alberi, della terra bagnata, il mio crevello va dritto con i ricordi alla montagna. Sono cose che ho dentro di me e non posso cancellare. Come se ci fosse qualcosa che mi ricorda da dove vengo, un filo conduttore. Ma solo chi ha la sensibilità per ascoltare può capire e percepire i segnali.

Alla fine, quando si è all’estero si è sempre stranieri. Per quanto ci si possa integrare, c’è un sentimento di estraneità. Qui ho conosciuto immigrati di 26 anni che vivono in Danimarca da 20 ,ovvero da quando erano piccoli e in loro vedo l’inquietudine di “color che son sospesi”: conoscono bene la lingua, ma non si riconoscono come Danesi e quando tornano nel proprio Paese d’origine sentono di non appartenere nemmeno più a quello. E’ una tragedia personale. Ovunque si vada, non ci si sente mai a casa. Raminghi per tutta la vita. E’ la pena da scontare.

Una delle cose più difficili da affrontare è poi, per me, la mancanza di relazioni profonde, significative, che si possono costruire solo con il tempo. Ci sono delle intuizioni, delle sensazioni, si condividono momenti insieme, ma nessuno può comprendermi come solo un amico può fare. Inoltre, la grande differenza sta nel fatto che le persone che frequento a Rovigo sono frutto di una scelta (cosa per me fondamentale) mentre qui devo davvero adattarmi a convivere con tutti.

La mia privacyè stata davvero violata. Non posso mai rilassarmi fino in fondo perché se ho voglia di stare per i fatti miei, devo sempre dare spiegazioni. Ho riflettuto a lungo su questo e credo che in Italia non sentissi tutta questa necessità di solitudine che provo ora. E la spiegazione è semplice: a casa avevo la libertà di scegliere dove andare, che fare, chi frequentare. La libertà per me è tutto e dopo 4 mesi di regole imposte dall’alto comincio davvero ad avere dei problemi di intolleranza. Mi sento proprio stanca.

Per ricaricare le batterie sento davvero di avere bisogno di prendere tempo per me, per leggere, scrivere, sdraiarmi anche semplicemente sul letto e fissare il soffitto. Dopo aver fatto questo per tutto il tempo di cui ho bisogno, ho l’energia giusta per guardarmi anche attorno e decidere dove andare.

Ma non voglio andare in giro solo perché DEVO, perché è IL FINE SETTIMANA. Non voglio regole. Voglio sentirmi libera di fare esattamente ciò che voglio.

Anarchia. Non posso e non voglio imbrigliare le mie emozioni

7 commenti su “Anarchic emotions

  1. Ciao, Giadissima! Mi hai davvero toccato con questo post…! Prima ci hai mostrato i valori di conoscere un posto straniero, con i suoi abitanti, i suoi usi e costumi. Ora ci mostri i i valori che può avere la nostra piccola città d’origine. La penso anche io come te.Ho anche io dei luoghi che ho amato (Ferrara, Barcellona, le montagni vicino a Sorriva ecc.), ma non riuscirei a chiamare CASA un posto che non sia Rovigo. Non ci si deve vergognare delle nostre radici…Anche se sono situate in una città piccola e con i suoi limiti come la nostra. Ti capisco quando parli della difficoltà di ritagliarti i tuoi spazi…Lo ritengo anche io importante. Sembrerà strano ma anche io ho sempre fatto fatica a ritagliarmeli. La mia famiglia, essendo espansiva e di compagnia ha sempre interpretato come asocialità questa mia esigenza…E’ solo con il tempo che ho imparato a trasmettere questa mia esigenza. Porta pazienza, dai…! Tra non molto ci vedremo e ti porteremo un po di “RODIGINITA’ li da te…;-)))
    Un abbraccio fortissimo!!!

    Enrique

    PS: Com’è andato il concerto di Mark Knopfler?
    E’ stato bello?

  2. Enrique … ma sei un fulmine ? Oh non riesco mai a scrivere un post prima di te ^_^

    Copio e incollo le parole di Enrique perchè le condivido pienamente.
    Stasera sono completamente immerso in uno stato delirante quindi è meglio che non scriva niente ….
    (Giada sa il motivo! )

    Un forza e coraggio da un Vicentino Magnagatti
    A presto

  3. Grazie Enrico e Fabio per i commenti.
    Enrico, sto spuntando i giorni come fanno i carcerati :-P… Scherzo… in parte… non proprio come i carcerati ma quasi 😉 Sarò super agitata quando vedrò arrivare la macchina… mi sento così fuori che non ho la minima idea delle reazioni che potrei avere quel giorno…
    HAHAHAHAHAHHAHAHHAHAHAH!!!
    Mia mamma mi ha detto che secondo lei mi dovranno legare per non tornare a casa con voi…
    credo abbia ragione…
    Fabio, so esattamete come ti senti perché sono le stesse cose che ho provato io. Forza e coraggio, ormai sei pronto anche tu per la tua avventura… In bocca al lupo di cuore davvero!!!
    Ti auguro di incontrare un nuovo Fabio in UK, capace di farti guardare con occhi comprensivi il Fabio che lascerai a casa. Ma alla fine scoprireai che non sei altro che tu… il substrato è quello e va benissimo così.
    Bisogna imparare ad amarsi per quello che si è veramente, non per quello che vorremmo essere o che gli altri vorebbero fossimo.
    Ti penserò domani… che emozione!!!

  4. IHIHIH! Non vedo l’ora anche io di vedere la scena…Mi immagino una scena tipo vecchio west, con la Picasso che sbuca in controluce da una collina…:-) !!! Arriviamo, aspettaciiiiii 😉 ! Ti vogliamo bene!!!

    ENrique

    A FAbio…Eh, eh eh…! Sono la tastiera più veloce del west, gringo…;-) !!!
    Scherzi a parte, io non ti conosco, purtroppo ma ti auguro comunque in bocca al lupo per il tuo viaggio in Inghilterra..;.)

  5. ciao Giada,volevo dirti che dal mio punto di vista,quando parli di”relazioni profonde”credo che non necessariamente si costruiscano con il tempo…a volte queste si creano anche con persone incontrate da poco tempo,con le quali abbiamo diviso e condiviso esperienze forti…(non tutti si è cosi’ fortunati!)per il resto condivido tutto.dai Giada che sei stata brava! mi raccomando…quando sarà luglio non lasciarti attrarre:”dal canto delle Sirene”bacione mamy

  6. Ciao cara,
    ogni volta che leggo i tuoi post sembra quasi di riconoscere me in questa nuova esperienza di volontariato all’estero.
    Riscontro in me le tue stesse emozioni, le esperienze, la malinconia di casa, le continue sorprese. Ovviamente qui tutto ha un colore diverso, perché diverso è il posto in cui mi trovo:
    alla neve il deserto di rocce, al freddo il caldo asfissiante, insomma alla Danimarca la Turchia. Ti mando un bacione grandissimo da Gaziantep….

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