No words…

                               

Se 6 mesi fa qualcuno mi avesse detto che alla fine mi sarebbe dispiaciuto partire non ci avrei mai creduto… ed ora eccoci qui, alla fine di un periodo della mia vita che non potrò mai dimenticare e che credo mi abbia profondamente cambiata, da cui mi è davvero difficile distaccarmi.

Eppure sto già elaborando. Nell’appartamento ora ci sono soprattutte persone “nuove”. E’ il loro momento, sono loro ora a dover riempire le pagine del libro “Houens Odde”. La mia parte l’ho fatta. L’impronta sulla neve che, nel frattempo, è diventata l’impronta sulla sabbia, c’è.

Fino a poco tempo fa la mia testa era piena di idee, parole, voglia di raccontare, di trasmettere, di condividere. Ora sono diventata gelosa della mia avventura in Danimarca e forse sono anche così stanca mentalmente e fisicamente che mi è difficile fare qualsiasi cosa. Ho voglia solo di vivere adesso.

Nessuno stimolo a ricominciare a parlare in Italiano. Detestavo l’Inglese e ora non ne posso fare a meno. Credo anche voglia zero di tornare in un Paese che amo perché è il mio e sarebbe favoloso per la quantità di opere d’arte, la varietà dei paesaggi, ma che non ha alcun interesse nel far crescere i propri cittadini. Tante volte mi sono trovata qui a “giustificarmi” per la situazione in cui ci troviamo e che in gran parte ci meritiamo perché ormai ci siamo arresi all’evidenza dei fatti.

Stanca, stanca davvero e demotivata quando penso all’Italia.

Sarà uno shock tornare allo stress, al caos, dopo essere stata per 6 mesi in un Paese davvero civile, in cui tutti pagano le tasse, la gente aspetta in maniera ordinata in coda senza cercare di “fregare” il vicino, nessuno comincia a strombazzare con il clacson in macchina se nel momento esatto in cui scatta il verde non si sfreccia.

Ho lavorato per 6 mesi in un’organizzazione scout di dimensioni incredibili e non ho mai visto il mio capo e le altre persone che abitualmente vi lavorano arrabbiati, insoddisfatti, demotivati. Mai. Incredibile.

Nelle guide turistiche scrivono che la Danimarca è il Paese più felice del mondo… non so che cosa si intenda per “felicità”, di certo sono consapevole del fatto che il motto dei Danesi è “take it easy”. Riescono a scherzare su tutto, hanno sempre il sorriso sulle labbra. Con questo non voglio dire che non siano anche, dal mio punto di vista etnocentrico italiano, leggermente freddini nelle relazioni, ma fa parte di un’educazione. Non bisogna mostrare in pubblico le proprie emozioni e ognuno deve rispettare il privato delle altre persone, il che significa anche non ficcare il naso nelle faccende altrui senza averne il permesso da parte del diretto interessato.

Non lo so, sono davvero distrutta. Quando tornerò, dovrò dormire consecutivamente per una settimana per ritrovare un minimo di energia. Completamente esaurita.

2 commenti su “No words…

  1. Ciao, Giada…Sono contento di rileggerti dopo tanto tempo che non ho avuto tue notizie a parte l’SMS di poco tempo fa, che mi ha davvero reso felice leggerlo…Vorrei essere capace di dirti qualcosa ma non riesco, perchè l’esperienza è solo tua e credo sarebbe ipocrita da parte mia dirti cose come “ti capisco…” Posso solo lontanamente immaginarmi la difficoltà nel salutare delle persone con cui si ha condiviso un’esperienza e il posto che è stato la tua casa…Io credo comunque che la vita ci mette sempre alla prova con delle difficoltà da superare. La difficoltà nell’ambientarsi e poi la difficoltà a lasciare il posto che si aveva iniziato ad apprezzare. Io credo che anche questi due aspetti facciano parte anche dell’esperienza…Ti auguro di cuore di superare con anche questo scoglio…Capisco poi benissimo, Giada, il tuo attuale accanimanto nei riguardi del nostro paese…Però personalmente io non lo odierei così…Certo, per quanto riguarda la politica e molti aspetti delle istituzioni non siamo messi bene. Un giorno stavo guardanto il planisfero e guardando quello stivaletto così piccolino rispetto all’Africa e all’Asia mi son chiesto: Ma cacchio, il mondo è così grande…Possibile che tutta l’immondizia e il marcio sia raggruppato li? Io francamente non ci credo. E non credo nemmeno che anche negli altri paesi magari più avantaggiati di noi siano così “puliti” rispetto l’ Italia…Io sinceramente non mi sento il dovere di darmi delle giustificazioni. Ogni paese ha il proprio aspetto negativo che quello positivo. Io faccio di tutto per affidarmi a quello positivo… Spero tu non lo prenda come un rimprovero…E’ che questo è un po’ che me lo porto dentro e ho colto la palla al balzo per esprimere la mia opinione…Anzi, capisco benissimo che dopo aver vissuto un’esperienza così sia difficile tornare nella nostra piccola città…Ma ricordati che, compreso me anche qui c’è della gente che tiene a te e che ti vuole bene…Conterà pure qualcosina, no…dai, Giada…;-)

    Noi rispetteremo la tua decisione di lasciarti in pace e di riposarti, ma sappi che da noi conforto e affetto potrai trovarlo sempre…Ok?
    Ti mando un abbraccio fortissimo.

    Ciao Giada…

    Enrique

  2. E pensare che tra poco più di due settimane anche io torno a casuccia! Solo che a me manca il mio paese, la mia lingua e il mio cibo. Tutto è madre dell’esperienza che abbiamo maturato in questi sei mesi: te nel paese più felice del mondo, io in un paese ancora più caotico, sporco e corrotto del nostro.
    Nonostante ciò anche a me fa paura tornare a casa, ma ho anche voglia di essere riabbracciato dai miei e di rilassarmi un po’.
    Ti mando un bacione grande. Spero di vederti presto!

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