Da Badia alle sabbie del Sahara

 

 

 

 

 

 

A Radio Volontariato ogni tanto ci capitano delle storie a sorpresa. Per la puntata di luglio avevamo scovato una giovane volonterosa, Sara, e pensavamo di raccontare un po’ di cose sul Centro Documentazione Polesano e sul Festival del Popoli che inizia nei prossimi giorni a Badia Polesine. E invece…

E invece ci siamo ritrovati a viaggiare (con la mente, ahinoi) tra le sabbie del Sahara e tra gli altipiani del Corno d’Africa. Insomma, la storia di una ragazza che, giovanissima, ha iniziato un’esperienza di volontariato a Badia Polesine, per ritrovarsi, qualche anno dopo, a operare in progetti di solidarietà in Africa.

“Quasi una famiglia” sono le parole con cui Sara racconta la sua esperienza al Centro Documentazione Polesano di Badia Polesine, una storica associazione impegnata nel campo dei diritti umani con eventi di tutti i tipi, solidarietà internazionale, un festival arrivato alla 26^ edizione (il Festival del Popoli, appunto) e un immenso archivio di foto, documenti e libri, qualcosa come diecimila testi, a disposizione nella sede badiese di via san Rocco, 32. Una sede che sembra quasi una casa, con tanto di cucina, con un bellissimo giardino che sfocia nel parco dell’Abbazia della Vangadizza.

Una “famiglia” in cui Sara inizia la sua esperienza giovanissima, intorno ai 14-15 anni, e che segna la sua carriera universitaria e professionale. La passione per i diritti porta agli studi di Scienze Politiche e da lì arrivano i primi progetti di cooperazione internazionale. Oggi Sara è tornata da poco dall’Eritrea ed è prossima a partire per l’Etiopia con una Ong veneta attiva in Africa.

Ma con il Cdp aveva già visto il cielo del Continente Nero qualche anno fa: la meta era il deserto del Sahara, per portare aiuto ai campi profughi dei Saharawi, un popolo che da trent’anni attende una patria. La loro terra, il Sahara Occidentale, è occupata militarmente dal Marocco. Dopo avere lottato con le armi, ora lottano con la diplomazia. Ma intanto molti profughi continuano a vivere in campi in Algeria. Il Cdp, assieme a un’organizzazione emiliana, ha portato loro aiuto in varie occasioni, sperimentando le difficili condizioni in cui vivono uomini, donne e bambini. Da qualche anno ragazzini e ragazzine saharawi fanno il viaggio inverso: vengono in Polesine, ospiti del Cdp e dell’Auser locali, per una “vacanza” in Italia. Il prossimo gurppo è in arrivo ad agosto e le associazioni si stanno già preparando ad accoglierli.

Insomma, siamo partiti a parlare di un’associazione, pur storica, di Badia Polesine e ci siamo ritrovati in Africa, con la storia di Sara, che ci insegna come spesso fare volontariato mostri percorsi e apra le porte ad esperienze che uno non avrebbe mai pensato di affrontare.

2 commenti su “Da Badia alle sabbie del Sahara

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *