Effatà, la casa dell’integrazione e della solidarietà

C’è una casa nel comune di Adria che è diversa da tutte le altre, non perché sia bella o brutta, nuova o datata, ma perché lì si porta avanti un progetto di solidarietà e integrazione. Si trova a Carbonara, nella Parrocchia di Nostro Signore Gesù Cristo Divino Lavoratore e – grazie all’opera di alcuni volontari – è diventata un punto di riferimento per chi si trova in un momento di difficoltà. Per far conoscere questo progetto e l’associazione che se ne prende cura Radio Kolbe ha dato voce a Roberto Naldini ed Andrea Finessi, che, nel corso della trasmissione Radio Volontariato, hanno raccontato le loro attività quotidiane ed i risultati che sono riusciti ad ottenere con il loro impegno.
L’Associazione Effatà si è costituita ufficialmente nel 2013 grazie all’iniziativa di alcune persone della parrocchia – tra cui l’ex parroco Don Giuseppe – ed alla collaborazione del gruppo Caritas Carbonara e del Circolo Acli Carbonara, nel tentativo di portare un aiuto concreto a persone senza dimora che si trovavano nel territorio del Basso Polesine. Una rete di solidarietà come mezzo per combattere la solitudine e l’isolamento di chi si è trovato in difficoltà ed ha perso la propria casa, a prescindere dalla cittadinanza o dall’età; un sostegno per persone italiane o straniere che grazie al progetto possono “riprendere fiato” e trovare una nuova strada. Una situazione temporanea, perché la comunità alloggio vuole essere una sorta di “ponte nella vita degli ospiti”, un sostegno momentaneo che però consenta di uscire da una situazione di disagio ed orienti l’individuo a nuove e più felici prospettive.
Un luogo familiare, dove gli ospiti condividono gli spazi e le “faccende domestiche”, portando un po’ di loro stessi e della loro cultura tra le mura della casa, attuando quell’integrazione quotidiana, fatta di piccoli gesti e gentilezze che hanno ispirato l’opera dell’associazione. Certo, come in ogni famiglia ogni tanto c’è qualche tensione “Soprattutto in cucina” rivela Roberto Naldini, volontario dell’associazione che – oltre a risolvere le liti sul ragù – dedica parte del suo tempo ad istaurare a far sentire gli ospiti come a casa, nel rispetto del contratto di convivenza sottoscritto per poter prendere parte al progetto. Un accordo, ci hanno spiegato in trasmissione, necessario per porre le basi ad una convivenza serena ed al rispetto degli spazi reciproci che però talvolta consente qualche eccezione. Ne è un esempio un ex gattino randagio che ha seguito fino a casa un ospite della comunità e che ha suscitato le simpatie dei volontari, diventando così un nuovo membro della grande famiglia Effatà, nonostante le regole vietassero di introdurre animali. Un amico a quattro zampe dal passato non troppo diverso da quello degli ospiti della casa e che oggi è diventato molto importante per uno di loro, tanto da esserne inseparabile. Una realtà davvero interessante in cui ciascuno può contribuire alle sfide di integrazione quotidiana ed aiutare, come meglio può, chi si trova in difficoltà. “Un’esperienza di dialogo per costruire una realtà di condivisione e integrazione, che può essere migliorata con l’aiuto di ciascuno. Nuovi volontari che dedichino qualche ora del loro tempo quando possono per far crescere la grande famiglia Effatà”.

Per info: effata.adria@gmail.com, contattare il presidente Maurizio Rossi al numero: 342.6255113 o andare a visitare l’associazione, in Via Po 29 Adria (RO)

 

Nicole, volontaria del Servizio Civile Nazionale

 

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