L’informazione e la denuncia sono le armi per combattere le mafie

E’ una puntata speciale per varie ragioni, quella di “Radio Volontariato” in onda nella seconda metà di maggio: innanzitutto, perché registrata in un posto completamente nuovo, per la prima volta “dal vivo”, durante un evento promosso per ricordare l’assassino di Peppino Impastato, a quarant’anni di distanza.

Tutto è nato da un invito del presidio di Libera Medio Polesine a Rovigo, rivolto a Radio Kolbe, per organizzare un’iniziativa dedicata all’informazione radiofonica e alla lotta alle mafie. Impastato, infatti, aveva combattuto la mafia e le sue collusioni con la politica con la denuncia, l’informazione e perfino lo scherno, anche attraverso un programma radiofonico.

Thomas Paparella, Radio Kolbe

E visto che le mafie si nutrono di silenzio, passività e omertà, è proprio facendo informazione, denunciando e partecipando attivamente alla vita della comunità, che si può sperare di contrastarne la diffusione. Ne è nata l’idea di una puntata anomala di “Radio Volontariato”, la trasmissione del Csv, da sempre dedicata ai temi del volontariato, della cittadinanza attiva e dell’impegno civico.

Condotta come sempre da Francesco Casoni, la puntata di “Radio Volontariato” si apre con una chiacchierata con Thomas Paparella di Radio Kolbe, per ragionare proprio su cosa significhi fare radio e come questa presenza possa contribuire a rendere migliore la propria comunità, trasmettendo non solo informazione “libera”, ma anche valori e modelli positivi.

A seguire, una conversazione con Chiara Bordon, referente del presidio rodigino di Libera, per raccontare l’impegno della sua associazione nella lotta alle mafie. Contrastare la criminalità organizzata sia compito esclusivo delle forze dell’ordine e della politica: le associazioni possono, al contrario, avere un ruolo determinante, innanzitutto facendo sapere che la mafia esiste ed è radicata, anche nel Nord Italia. Come presidio, racconta Chiara, svolgono un’importante opera di informazione e sensibilizzazione, che passa ad esempio attraverso le scuole ed incontri pubblici nel territorio.

A ricordarci come le mafie siano presenti anche dietro l’angolo di casa, basterebbe il bene sequestrato alla criminalità a Salvaterra di Badia Polesine, oggi divenuto “Casa della legalità e della cultura”, grazie all’impegno di molte associazioni. Ma è nella testimonianza di Legambiente, nell’ultima parte della puntata, che appare chiaro come combattere la mafia significhi contrastare un fenomeno che si intreccia a interessi economici e di potere. Ad esempio, spiega Andrea Paggio, a quelli legati al ciclo dello smaltimento dei rifiuti, come emerge da molte inchieste, anche in aree vicine a noi.

Una puntata speciale, appunto. Ma neanche troppo: aiutare le persone o rendere migliore la propria comunità è un impegno fatto non solo dei gesti concreti che i volontari compiono ogni giorno, ma anche della capacità di denunciare le ingiustizie e i le conseguenze che essere portano nella vita delle persone, nel tessuto sociale e nell’ambiente in cui viviamo.

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