Global Climate Strike for Future – 24 maggio 2019

Il secondo sciopero globale degli studenti contro i cambiamenti climatici è stato fissato per le 9.30 di venerdì 24 maggio 2019. In quel di Rovigo la partecipazione è stata più contenuta della precedente manifestazione di marzo ma ha visto comunque la presenza di oltre 200 studenti decisi a marciare per la città. Il corteo ha visto presenti il coordinamento di Legambiente con i ragazzi e le ragazze organizzatrici, studenti di un po’ tutti gli istituti cittadini e non, noi volontari del Servizio Civile e anche alcuni cittadini.

 

 

 

 

 

 

 

Poco dopo le 9.30 il corteo si avvia da piazzale Cervi verso il quartiere Commenda, prima tappa il vecchio ospedale Maddalena.

 

Il consumo di suolo per fini edilizi comporta l’impermeabilizzazione del terreno che non riesce più ad assorbire le piogge, sempre più violente, che colpiscono anche il nostro territorio. Più verde! Meno cemento!” è stato l’intervento di Matteo proprio fuori dai cancelli di una delle grandi strutture in abbandono nella nostra città.

 

 

 

 

Qui vengono bacchettati non troppo indirettamente i futuri eletti di palazzo Nodari che da sempre vogliono una città verde e che spesso dimenticano le criticità della città se non in campagna elettorale. La manifestazione riprende la marcia verso gli istituti scolastici in via De Gasperi.

Appena fuori dal liceo Paleocapa si inscena un “flash mob” dove i partecipanti vengono invitati a stendersi sull’asfalto; un nuovo intervento di Niccolò spiega ai presenti come l’effetto dei gas serra delle attività umane sconvolgono il naturale flusso di correnti d’aria generando fenomeni “estremi” non in linea con le normalità stagionali. Gli studenti vengono invitati ad esprimere un pensiero in merito a politiche molto permissive alle attività industriali inquinanti e sulla lentezza o assenza della volontà politica di intervenire tempestivamente per arginare questi fenomeni climatici estremi.

 

“I cartelli ironici ritornano in questa manifestazione. Il tono della manifestazione è tutto meno che umoristico.”

Il corteo ottiene la curiosità di chi era a scuola distogliendo per qualche minuto l’attenzione degli studenti del Marchesini e del Viola dalle lezioni.

La manifestazione sfila via della Costituzione, via Benvenuto Tisi, viale Gramsci e viale Trieste. Entrando in centro per via Mazzini gli studenti inneggiano un coro per avere “giustizia per il clima” passando vicino al tribunale.

 

 

 

 

 

Un nuovo coro parte proprio sotto palazzo Nodari e prosegue per piazza Vittorio Emanuele II; da qui il corteo si avvia per piazza Garibaldi, via Silvestri per arrestarsi in piazza XX Settembre.

 

 

 

 

 

 

 

Qui vengono depositati gli striscioni e i cartelli e prende atto l’ultimo comizio degli organizzatori; “queste manifestazioni non sono la meta, non siamo “arrivati” concludendo il corteo anzi, continueremo questa protesta anche a settembre, il nostro arrivo sarà quando si attueranno delle politiche per la tutela climatica e ambientale”.

Cosa abbiamo imparato da questa giornata? Nel suo piccolo anche Rovigo è riuscita ad avere uno zoccolo duro di studenti non solo determinati in fini morali ma soprattutto attivi dal punto di vista organizzativo, la città e il circondario potranno quasi sicuramente contare su una base di volontari e di attivisti in un futuro prossimo, conclusione sostenuta dalla promessa dei ragazzi di continuare ad organizzare attività anche nel periodo estivo.

A fini pratici è difficile capire come queste manifestazioni potranno concretamente portare delle politiche per la tutela ambientale, non esiste un’agenda globale coercitiva per imporre certe scelte e attutire l’impatto della nostra civiltà sull’ambiente. I governi e i parlamenti di tanti paesi vedono questi movimenti come proteste “una tantum” e quando arrivano a coinvolgere un grande numero di partecipanti gli organizzatori vengono “istituzionalizzati”, invitati ad esprimere un pensiero davanti a coloro che dovrebbero applicare leggi e regole verso questi sentimenti (che apparentemente vengono condivisi da tutti) ma che si limitano a prendere atto della cosa senza agire celermente.

La forza di questi momenti di manifestazione (visti i numeri di individui che coinvolgono) è quella di formare, anche una minima parte di partecipanti, ad essere cittadini attivi e attenti, che discutono attivamente sulla quotidianità agendo di persona non solo quando le esigenze lo richiedono. Rovigo e la provincia sono fortunati ad avere questa giovane generazione sagace.

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