L.I.L.T. a Radio Volontariato

Maria Iside Bruschi, Mariuccia per i più, è l’ospite di questa puntata di Radio Volontariato, presidente della LILT (Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori) di Rovigo ed in generale un pilastro dell’associazionismo Polesano per il lavoro che ha svolto e che svolge nel nostro territorio.

Chi è il perito chimico Mariuccia? “Sono entrata alla LILT nel 1969 ed ho iniziato partecipando alle campagne di prevenzione e di screening che facevamo in giro per la provincia. Ero minorenne per gli standard di legge dell’epoca ma questo non mi ha fermata nel seguire l’associazione. Ci servivamo dell’aiuto dei preti che radunavano le donne del circondario in parrocchia cosi che noi potevamo procedere nel visitarle; erano altri tempi, l’emancipazione c’era ma la mentalità contadina era ancora forte”.

Che LILT si sia stata riconosciuta subito dalla popolazione come un’associazione vitale per la salute pubblica lo ha dimostrato il fatto che il loro piccolo ambulatorio in Corso del popolo veniva regolarmente preso d’assalto durante i giorni di mercato; “arrivavamo la mattina presto e già la coda di persone occupava l’androne delle scale”. La sinergia che l’associazione ha creato con le istituzioni nel campo sanitario ha spinto chi di dovere alla creazione di un ambulatorio oncologico che si è evoluto nel tempo nel reparto di oncologia dell’ospedale di Rovigo; “il nostro lavoro è riconosciuto dalla Ragioneria di Stato, dalla Corte dei conti, abbiamo un patrocinio con il Presidente della Repubblica, diciamo che siamo che non siamo proprio dilettanti allo sbaraglio ed abbiamo dei garanti che seguono il nostro operato”.

LILT collabora con professionisti, i laboratori vanno gestiti da specialisti, ma la ricerca di volontari non è mai in pausa come non lo sono le attività dell’associazione.

“Importanti attività sono le campagne di prevenzione che facciamo, soprattutto nelle scuole perché è importante incuriosire ed educare i giovani su come funzionano certe dinamiche biologiche. Suddividiamo la prevenzione in primaria, secondaria e terziaria; trattiamo a 360° la profilassi, dalla semplice campagna di sensibilizzazione a seguire direttamente chi è interessato dalla malattia”.

La sanità si limita a curare chi è malato, sono rare le realtà dove le famiglie ed i cari di un degente vengono coinvolti nel processo di cura: “ci si dimentica che le persone vivono con altre persone, noi come associazione cerchiamo di assistere tutti, alleviare quelle che sono le preoccupazione dei famigliari di un paziente, anche semplicemente assistendo noi il degente per mezza giornata cosicché la famiglia possa distendere un po’ la tensione; seguiamo anche i pazienti dopo la cura e cerchiamo di dare un aspetto umano alla cura. Non si calcola che anche il personale sanitario è fatto da essere umani e che questi esseri umani possono essere più collaborativi se riusciamo ad alleviare loro del lavoro che possono “appaltare” a dei volontari”.

Parte della cura è non dimenticarsi che si seguono delle persone e non si riparano degli oggetti.

LILT è attiva all’ospedale civile con un servizio di tisaneria, uno “spazio” che va dai pazienti e dal personale sanitario nato per distrarsi qualche minuto, dove si perde anche un po’ di formalità tra paziente e dottore e dalla routine ospedaliera.

Importanti (e quasi uniche a livello di associazionismo provinciale) sono le borse di studio e i finanziamenti che LILT raccoglie per mantenere un laboratorio all’ospedale di Trecenta: “una nostra volontaria, Patrizia Ferrante, ha scritto un libro, i proventi della vendita vanno a finanziare borse di studio per sostenere il lavoro del laboratorio di farmacologia molecolare di Trecenta”.

“Scalp cooler paxman” è il nome dell’obbiettivo del momento dell’associazione, un casco per prevenire e/o mitigare la caduta dei capelli durante le terapie oncologiche. “Perdere i capelli, per chi è in cura durante la chemioterapia, spesso segna i più che si vedono etichettati in modo palese come malati. Il malessere psicologico che ne consegue può pregiudicare l’efficacia della terapia, che si può allungare nel tempo o che andrà integrata con ulteriori rimedi antidepressivi. Questo casco è un rimedio estetico che però aiuta a non dare marchio a chi vuole solo guarire seguendo  una cura importante e devastante come chi sta seguendo un trattamento contro un tumore”.

“Grande evento di promozione è stata la recente Pretty Run dove abbiamo raccolto la partecipazione e il supporto di 1500 persone e grande collaborazione la stiamo avendo con “Bandiera Gialla””. Bandiera Gialla è un partner della LILT per promuovere le attività dell’associazione e ragguagliare chi si vuole interessare di volontariato, basterà fermarsi al loro banchetto che sarà presente ad ogni evento nel centro di Rovigo.

LILT è vicina al centenario, che festeggerà nel 2022, e nonostante la grande età dimostra come un’associazione, nata da volontari con un grande obiettivo in mente, possono fare la differenza arricchendo la società, sia in termini di strutture che di mentalità: quasi 100 anni d’avanguardia.

La puntata è condotta da Francesco Casoni, Alessandro Finotti e Filippo Sivieri del Centro servizi volontariato di Rovigo. È in onda su Radio Kolbe il mercoledì alle 17.05 e il giovedì alle 11.00 e alle 21.15.

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