Magie, ocarine e il genio di Leonardo a “Il Veneto Legge” ad Adria

Un carretto con esposti oggetti di argilla dipinti a mano e di varie dimensioni, che rappresentavano animali del nostro territorio come rospi, simpatici gufetti… e preziose ocarine, un’antica lanterna con dei vetrini e infine un cavalletto con immagini di celebri  dipinti di leonardo da Vinci e tanti tanti  teli colorati dove potersi sedere.

E’ questa la scena che si sono trovati  davanti agli occhi i bambini e gli adulti al Parco Robert Baden-Powell, venerdì 27 settembre pomeriggio, in occasione dell’evento dell’associazione Attive nell’ambito di “Il Veneto Legge”.

La parola per i saluti da parte del presidente, Alessandro Andreello, che ha raccontato ai presenti il significato dell’evento che ogni anno diventa una tappa importante per l’associazione e che è un’opportunità per stimolare al piacere della lettura, per poi presentare gli amici lettori: Cinzia, Silvia, Cosetta Delfina.

L’atmosfera magica e surreale, ha permesso ai lettori di Attive Terre di attirare da subito l’attenzione del piccolo-grande pubblico presente e che nonostante i rumori di sottofondo si è inserito nel contesto dando inizio così alla maratona di lettura.

I bambini si sono subito animati nell’ascoltare le invenzioni di Leonardi Da Vinci ed hanno risposto alle domande che le animatrici ponevano raccontando la storia del Genio. Oltre al divertimento l’occasione di conoscere fatti curiosi della vita di questo personaggio di cui non solo i bambini, ma anche gli adulti, erano all’oscuro: ad esempio si dice che l’invenzione del tovagliolo per pulirsi la bocca si debba proprio a Leonardo. Ma anche le invenzioni più importanti, che hanno cambiato il modo di vivere dell’uomo, come la barca che si muoveva con le pale, il paracadute e dipinti che hanno fatto e continuano a destare stupore e ammirazione come “L’ ultima cena” “Monna Lisa”.

Il racconto è terminato invitando i bambini ad essere curiosi, a non arrendersi alle difficoltà con le parole di Leonardo: “Mi chiamo Leonardo e questa è la mia storia, ho trascorso tutta la mia vita studiando, imparando, e immaginando cose che ancora non esistevano. Non nacqui sapiente ma lo diventai perché ero un bambino curioso e desideravo sapere cose nuove. Impiegai anni e anni per portare a termine le mie opere perché ero un perfezionista, molte delle mie invenzioni, non funzionarono e neppure furono costruite, ma non importa. La cosa più importante bambini, è quella di provare anche se le cose ci sembrano difficili e impossibili. Quindi se qualcosa vi interessa, studiatela, disegnatela senza pensarci sopra e sicuramente ne verrà fuori qualcosa di buono e di divertente per voi e per il mondo”.

Il testimone è poi passato a Benvenuto Fecchio che ha concluso la storia dell’ocarina inventata per l’occasione da un’associata suonando lo strumento insieme alla moglie Giuseppina e invitando i bambini ad osservare quanti oggetti simpatici si possono fare con l’argilla, ammirando così il  carretto che si trovava al centro della scena.

Altro momento magico, la lanterna, di cui i bambini hanno potuto ammirare le caratteristiche grazie alla bravura di Silvia Nonnato, che ha saputo conquistarli facendoli vivere un’esperienza di luci e di atmosfere magiche.  Non si poteva concludere che con un girotondo, afferma Andreello, al quale hanno partecipato grandi e piccini, a dimostrazione  che ci sono luoghi della nostra città che vanno vissuti in modo diverso e che a volte basta sedersi con una coperta sul prato di un Parco, leggere una storia e avvicinarsi così alle persone.

 

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