Un anno di servizio per connettere il volontariato e i giovani

Un anno per conoscere le molte forme del volontariato in Polesine, per crescere e mettersi alla prova, ma anche per “contaminare” il mondo dell’associazionismo con nuovi punti di vista.

E’ l’anno di Servizio civile universale che attende Leonardo Bologna e Giacomo Capovilla, i due nuovi volontari al Centro servizi volontariato di Rovigo, che hanno preso ufficialmente servizio il 20 febbraio. In questi primi giorni, alle prese con le difficoltà causate dall’emergenza coronavirus (che ha costretto lo stesso Csv a ridimensionare molte attività con le associazioni e ovviamente con le scuole), hanno iniziato a conoscere i progetti e le attività del volontariato, a formarsi nell’ambito della comunicazione e della promozione del volontariato, oltre ad iniziare a prendere confidenza con “Radio volontariato” il programma in onda su Radio Kolbe, di cui saranno autori, a fianco di Francesco Casoni, per i prossimi 12 mesi.

“Ho cominciato a informarmi sul volontariato perché mi ero laureato, avevo scritto un libro e mi sono chiesto: e adesso?”, racconta Leonardo, che da anni coltiva la passione soprattutto per l’impegno in ambito culturale: ha alle spalle una raccolta di poesie, insegna scacchi ai bambini, è stato attivo nel gruppo giovani della Dante Alighieri. “Volevo fare un’esperienza che mi arricchisse a livello umano e anche lavorativo – spiega – E’ un anno per poter conoscere se stessi e per conoscere altre persone”.

Dal Servizio civile, Giacomo si aspetta di conoscere meglio il proprio territorio, ma non solo: “Mi aspetto di provare a connettere giovani e associazioni o anche provare a coinvolgerli attraverso un percorso di inserimento”. A soli vent’anni, Giacomo si divide tra gli studi universitari di Scienze politiche e la collaborazione con un quotidiano locale.

Entrambi si conoscono non solo per la partecipazione alle attività della Dante Alighieri, ma anche per quelle del Forum giovani di Rovigo. Vengono, insomma, da diverse forme di partecipazione e cittadinanza attiva, ma guardano al volontariato con lo sguardo fresco di due giovani: “La mia idea è che il volontariato è importante perché donare un po’ del proprio tempo per gli altri permette anche di arricchirsi con le relazioni sociali”, commenta Leonardo.

Il problema è innanzitutto di comunicazione: “C’è un problema di conoscenza e di essere dentro alle situazioni – dice Giacomo – Le associazioni fanno tantissime cose, ma incontrano difficoltà nel farsi conoscere. Forse i ragazzi non hanno quella spinta a provare, ma finché non si è dentro un’associazione non si capisce cos’è”. “Forse – aggiunge Leonardo – c’è anche paura, perché l’immagine del volontariato è spesso un racconto lavoro duro e di sacrificio”. In altre parole, spesso l’impegno e la generosità oscurano parole come gratificazione, arricchimento, crescita e addirittura formazione personale, che del volontariato sono elementi altrettanto importanti. A Giacomo e Leonardo la sfida di comprendere, all’interno del Csv, come cambiare la narrazione del volontariato e avvicinare i loro coetanei alle associazioni.

 

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