E per chi non ha una casa? A Rovigo si mobilitano le associazioni

#IoRestoACasa. E se sono una persona senza fissa dimora come faccio? E’ la domanda a cui stanno cercando di rispondere il comune di Rovigo, le cooperative sociali Porto Alegre e Città SoLaRe e alcune realtà attive sul territorio come Arcisolidarietà e la Casa di Abraham.

Quella degli homeless è, purtroppo, una realtà che interessa anche il Polesine. Si tratta di persone che già conducono una vita di difficoltà, e che ora sono ancora più a rischio, visto il diffondersi del coronavirus e l’impossibilità di “rifugiarsi” all’interno di un’abitazione.

La prima criticità portata dal coronavirus è stata la chiusura della mensa dei frati cappuccini divenuta, nel corso del tempo, un vero e proprio punto di riferimento per coloro che non hanno di che mangiare. I due dormitori del capoluogo, quello comunale e quello di Arcisolidarietà, rimangono invece aperti e possono ospitare circa una ventina di persone.

Ospiti e volontari all’asilo notturno di Arcisolidarietà (foto di repertorio)

Porto Alegre e Città SoLaRe, cooperative sociali convenzionate con il comune di Rovigo, sono operative con diversi servizi, tra cui la mensa, il centro di ascolto e l’unità mobile. La chiusura della mensa dei frati cappuccini viene in parte compensata dalla distribuzione di alimenti, limitata a cibi confezionati in monoporzione, svolta dalle 11.30 alle 12.00 e dalle 18.30 alle 19.00 nel parcheggio adiacente al convento. E’ attiva anche l’unità mobile per senza dimora, che tre sere a settimana offre sostegno alle persone che dormono all’aperto o in alloggi impropri.

Altro servizio prezioso in un periodo in cui dobbiamo stare tutti a distanza è il centro di ascolto comunale, aperto il martedì dalle 15.00 alle 17.00 e il venerdì dalle 10.00 alle 12.00. Tra le possibilità di intervento pare ci sia anche quella di mettere a disposizione una struttura diurna, per evitare che gli ospiti dei dormitori notturni vaghino tutto il giorno per la città.

Tra le associazioni che si sono messe a disposizione per fronteggiare l’emergenza c’è Bandiera Gialla. L’associazione, coordinata da Davide Sergio Rossi, si occupa di ritirare il cibo invenduto/invendibile dai supermercati e dai mercati ortofrutticoli per poi curarlo e distribuirlo ad altre realtà che fanno servizio mensa. Per l’attuale emergenza Bandiera Gialla, visto anche che le mense sono sospese, ha deciso di donare il cibo recuperato alla cooperativa Porto Alegre, che poi la distribuisce ai senza fissa dimora.

Una raccolta di alimenti dei volontari dell’associazione Bandiera Gialla (foto da La Voce di Rovigo)

Tra le realtà attive in questo ambito sul territorio ricordiamo la Casa di Abraham: “La nostra – spiega Susanna Carlesso – è una struttura residenziale, il che significa che i nostri ospiti hanno un tetto sotto cui stare. I nostri homeless sono ‘fortunati’, nel senso che hanno la possibilità di godere della casa 24 ore al giorno. L’emergenza coronavirus dovrebbe ricordare a tutti che non bisogna lasciare persone da sole. In questo clima di grande preoccupazione la solitudine rischia di farti perdere la testa”.

In accordo con il centro di salute mentale e i servizi sociali del comune, la Casa di Abraham ha accolto altre persone all’interno della casa. Al momento ha tredici ospiti ‘fissi’, ma ha scelto di chiudere l’ambiente per tutelare la loro salute. “La situazione surreale che stiamo vivendo quantomeno ha dato vita a forme di solidarietà – racconta -. Alcuni ristoranti hanno scelto di donare carne, verdure e molto altro, in questo modo i nostri ospiti saranno autonomi per un po’ nel farsi da mangiare. Le persone bisognose non devono essere lasciate sole: spero che la solidarietà che si sta diffondendo non si interrompa con la fine dell’emergenza sanitaria”.

“La necessaria chiusura della mensa dei frati cappuccini – afferma Donata Tamburin di Arcisolidarietà – ha causato un grande danno alle persone che dormono da noi. Il nostro infatti è un asilo notturno, all’interno del quale gli ospiti entrano la sera alle 20.30. Come Arcisolidarietà abbiamo comprato del cibo per la cena, mentre a pranzo gli ospiti ricevono un pasto confezionato dalla Porto Alegre. I volontari dai frati svolgevano un importante servizio di preparazione pasti, dando quotidianamente da mangiare a più di venti persone. A Rovigo le persone che lavorano nel sociale si conoscono tutte ed è giusto che cooperino per aiutare le persone bisognose”.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *