Luce sul Mare, un’estate di divertimento e solidarietà

Lunedì 1° giugno ha riaperto il centro per disabili, gestito dall’associazione “Luce del Mare” di Porto Tolle, rispettando tutte le misure di sicurezza necessarie. E’ stata una decisione presa dopo ripetute richieste delle famiglie degli ospiti, che ora possono tornare a piccoli gruppi. Prima di riaprire tutti i volontari si sono sottoposti a tampone e ora il centro ha finalmente riaperto per farsi conoscere e aiutare i più bisognosi.

“Abbiamo riaperto il 1° giugno – racconta Carlino Franco Marangon, presidente dell’associazione ‘Luce sul Mare’ – prendendo tutte le misure di sicurezza necessarie. Il nostro centro è fornito guanti, mascherine e gel igienizzante per i nostri ragazzi che sono tornato dopo tre mesi di chiusura. Da tempo le famiglie ci chiedevano di poter riaprire, anche perché i ragazzi facevano fatica a rimanere chiusi in casa. Di 21 ragazzi che seguiamo al momento ne sono tornati solo sette, alternati in piccoli gruppi ogni settimana in modo da offrire il massimo della sicurezza per evitare contatti”.

Foto tratta da www.facebook.com/TitoliMinori

Prima di partire i volontari si sono sottoposti a tampone, in accordo con l’Ulss 5 Polesana: tutti sono risultati negativi. “In questo momento – prosegue Marangon – abbiamo già ripreso le attività come il gruppo di teatro e il laboratorio di ceramica. Tutti i giorni abbiamo persone che fanno volontariato da noi, tra cui cinque autisti. Quando arrivano dei volontari di solito hanno già ben chiaro cosa vogliono o non vogliono fare: possono curare il giardino, accompagnare i ragazzi a fare passeggiate e assisterli nella vita quotidiana”.

“Per contattarci – conclude Carlino Franco – i volontari spesso ci raggiungono direttamente al centro o ci contattano sui social. Di solito consigliamo di recarsi al centro per vedere con i propri occhi come funziona la nostra realtà. I volontari si sono sempre trovati e difficilmente poi decidono di andarsene perché si trovano molto bene. Tante persone ci contattano non solo perché vogliono fare volontariato, ma anche perché hanno bisogno di aiuto e noi possiamo fornirlo”.

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