La relazione umana al centro della cura

Volontariato e sanità possono collaborare più strettamente per garantire il benessere del paziente. Da questa tesi ha preso le mosse il convegno "Curare e prendersi cura: medicina e volontariato a confronto", che si è svolto sabato 3 dicembre 2016 alla Cittadella Sanitaria di Rovigo.

Promosso da Centro servizi volontariato di Rovigo, Ulss 18 di Rovigo e Ulss 19 di Adria, il convegno vuole essere il momento di esordio di un progetto più ampio sul tema del benessere del malato, che nel 2017 prevede un percorso formativo rivolto a volontari e nuovi volontari in ambito socio-sanitario, per proseguire poi con azioni sperimentali e innovative in questo campo.

Dopo i saluti introduttivi, si sono alternati gli interventi di monsignor Decio Cipolloni, vicario generale della Prelatura di Loreto, Federico Baiocco, responsabile nazionale Medici Unitalsi, Massimo Tosini, cittadino oncologico e Sociologo della salute, Cosimo De Chirico, coordinatore della Società Italiana Cure palliative Regione Veneto, e Antonio Bononi, Responsabile Unità Cure Palliative dell'Ulss 18 Rovigo. A coordinare la mattinata, Giovanni Boniolo, deocente dell'Università di Ferrara e della Technische Universität Monaco.

Tutti gli interventi hanno posto l'enfasi sul ruolo della relazione autentica ed empatica nella cura. È possibile stare accanto alla persona malata e sofferente, anche solo con l'ascolto attivo, la presenza la vicinanza, per trasmettere fiducia, gioia e ottimismo. Questi elementi contribuiscono significativamente a migliorare le condizioni emotive del paziente, che incidono in modo positivo anche sulle sue possibilità di guarigione. Un "nuovo umanesimo" in medicina è la formula usata per definire questo ruolo sempre più importante delle relazioni umane, che costituisce un aspetto cruciale della medicina del futuro, in cui il volontariato può giocare una parte importante. Al punto che si parla di inserire la presenza del volontariato nei Livelli essenziali di assistenza (Lea).

Toccante ed efficace l'intervento di Massimo Tosini, ex malato o per meglio dire "cittadino oncologico", per citare la sua presentazione, che ha ricordato la propria esperienza sia in camice, che in pigiama all'interno dell'ambito sanitario. Tra i temi più urgenti con cui volontariato e medicina si dovranno confrontare, inoltre, è stato sottolineato l'indice di vecchiaia in crescita, che comporterà una società futura con una sempre più forte componente di persone malate e soprattutto malati cronici. Numerosi interventi di alto livello sui temi rimossi della morte, la sofferenza ed il dono. Fra le criticità emerse, inoltre, quella della giustizia sanitaria, ossia della necessità di armonizzare cure e farmaci erogate in misura differente nel territorio nazionale, che produce il fenomeno del "turismo sanitario" e ulteriori sofferenze per i malati.

Al convegno ha preso parte un'ampia rappresentanza delle molte associazioni coinvolte nell'organizzazione: Aido, Danilo Ruzza - Adoces, Andos, Anpas, Anteas, Ass. Oncologica Mutilati della Voce, Auser, Avis, Avo, Cada di Adria, Croce Rossa Italiana - Rovigo, Dottor Clown, Fidas, Lilt, Parkinson Rovigo, San Vincenzo de Paoli, Unitalsi. Sono circa 150 le associazioni che operano in ambito socio-sanitario censite dal Csv, una presenza che garantisce supporto e conforto al malato, anche in corsia, servizi di trasporto per non autosufficienti e molte altre attività direttamente collegate con le cure mediche, come ad esempio la promozione della donazione di sangue, organi e midollo, che consente lo svolgimento di operazioni in grado di salvare vite umane.