Crescono i servizi dei Csv italiani

I Centri di servizio per il volontariato in tutta Italia raggiungono il 65% delle associazioni del territorio. Oltre 200.000 i servizi erogati, nonostante le minori risorse.

L’ultimo Report sulle attività dei Csv (dati riferiti al 2015) disegna l'azione dei 69 Csv italiani associati al coordinamento nazionale di CsvNet, che si riuniscono dal 29 settembre all’1 ottobre a Roma, per la conferenza nazionale, che vedrà oltre 300 delegati.

I Csv raggiungono 31.827 delle 49.122 organizzazioni di volontariato censite nelle banche dati riferite ai loro territori di competenza: in pratica, 2 associazioni su 3 hanno usufruito di attività, risorse o spazi dei Centri di servizio, riconosciuti sempre più come punto di riferimento per migliaia di organizzazioni, soprattutto quelle meno strutturate.

Con una rete di 377 punti di servizio, fra sedi e sportelli attivi su tutto il territorio nazionale, i Csv hanno fornito oltre 214.000 servizi, per lo più gratuiti. Tra questi 2.149 attività di formazione, con oltre 47.000 partecipanti e 27.000 ore di docenza, ben 107.406 consulenze di ogni genere (+ 27% dal 2011 al 2015), erogate per il 92% da risorse interne ai Csv a favore di 21.652 associazioni, il 44% del bacino d’utenza complessivo. Sono stati offerti anche 59.000 servizi logistici (prestiti di attrezzature e concessione di spazi alle associazioni) e 20.000 servizi d’informazione e comunicazione. I Csv hanno lavorato anche alla promozione e sviluppo di reti e relazioni fra le odv, con 3.178 incontri.

Sono state 4.842 le iniziative di promozione e 18.000 quelle di orientamento al volontariato, che si aggiungono alle attività nelle scuole, con 1.596 istituti coinvolti, 158.000 studenti, 4.000 docenti e 3.000 odv, in crescita del 12%.

Aumentano anche i beneficiari dei servizi: 45.842 sono le realtà non profit servite, dato che registra un aumento del + 18% rispetto al 2011. Si tratta in gran parte di organizzazioni di volontariato (69%), anche se la crescita più importante riguarda le associazioni di promozione sociale, cooperative e altre associazioni servite, che hanno un peso del 15% sul totale. Triplicate infine le realtà profit, ma soprattutto i gruppi informali (2.500 unità), dati che, insieme all’aumento del 170% dei cittadini intercettati (68.000 in tutto) spiegano come i Csv riescano ad attrarre anche le forme più spontanee e meno organizzate di impegno sociale.

Riguardo i costi, nel 2015 i Csv hanno speso 47,7 milioni di euro, provenienti dai fondi speciali costituiti dalle Fondazioni bancarie, invece dei 50,01 dell’anno precedente (-4,8%): un dato importante alla luce sia della crescita dei servizi, sia della contrazione delle risorse economiche a disposizione. Infatti, tra il 2014 e il 2015 (escludendo la quota di circa 1,5 milioni per il funzionamento dei Comitati di Gestione), i fondi complessivi - compresi i residui degli anni precedenti - sono diminuiti del 3,9%, passando dai 77,6 a 74,6 milioni di euro.

Cresce la platea delle associazioni che gestiscono i Csv, salita a 9.621 soci, per l’87% organizzazioni di volontariato, a cui si aggiunge una quota del 12,5% relativa ad altre realtà del terzo settore. Interessante è anche il numero dei volontari presenti nei Centri, ben 2.407 persone impegnate a titolo gratuito negli organi collegiali e come supporto agli staff.

Per approfondimenti, visitare il sito www.csvnet.it