Oltre diecimila polesani donano con l'Avis

C’è bisogno di nuovi donatori di sangue, per garantire operazioni chirurgiche e cure mediche a molti malati. L’assemblea dell’Avis provinciale di Rovigo, che si è tenuta sabato scorso, ha messo sotto i riflettori i dati della più grande associazione di donatori, che ha visto arrivare nuovi iscritti, ma anche calare le donazioni.

Le 53 Avis in assemblea
E' stato il Centro Informazione Enel di Polesine Camerini, nel territorio dell'Avis comunale di Porto Tolle, ad ospitare, sabato 24 marzo 2018, la 53^ assemblea dell'Avis Provinciale, che ha riunito i rappresentanti e i delegati delle 53 Avis del territorio polesano. Dopo l’accoglienza del presidente locale Arnaldo Gabrielli, ha dato l’avvio ai lavori la presidente provinciale Barbara Garbellini. Per l'Avis Regionale Veneto era presente il vicepresidente vicario Roberto Sartori. L'assemblea è stata occasione per fare il punto sulle attività del 2017 e sulle attività in programma quest'anno.

Nuovi iscritti, ma calano le donazioni
L’anno scorso sono stati 642 i nuovi donatori che si sono uniti all’Avis, portando gli iscritti a ben 10.506 in tutto il territorio, di cui 10.184 donatori effettivi. Attualmente l’associazione provinciale coordina ben 53 Avis comunali.
Per quanto riguarda le donazioni, sono state ben 15.505 quelle di sangue intero, 2.168 quelle di plasma e 44 quelle di multicomponenti, un tipo di donazione più specifica delle altre.
“Riflettendo sui dati, si nota un calo delle donazioni di oltre 800 sacche rispetto all’anno precedente – puntualizza l’Avis – Un trend non solo a livello polesano, ma riscontrato in tutto il Veneto. E’ la conseguenza delle nuove normative da applicare per l’idoneità dei donatori, al fine di garantire la loro sicurezza e quella del ricevente, nonché per le tempistiche cambiate riguardanti l’utilizzo di farmaci”.

Le attività dell'Avis
Per rispondere alla sfida di aumentare le donazioni, l’Avis provinciale ha studiato nuovi progetti di promozione, ma anche di aggiornamento e innovazione dell’ufficio unico di chiamata. Opererà anche nel campo della prevenzione, con particolare attenzione alle malattie cardiovascolari.
Azioni che si aggiungono a quanto già fatto nel corso di questi anni, dalle iniziative pubbliche come il tour di serate dedicate alla promozione del dono, fino alle attività con le scuole, con il coinvolgimento crescente delle nuove generazioni, a partire dai vertici delle Avis comunali, in cui sono sempre più i giovani presidenti. Attivissimo anche il Gruppo giovani, composto da una ventina di ragazzi, “capaci e responsabili, oltre che amici affiatati”.
La presidente si è soffermata anche sulla collaborazione avviata con l'Avis di Ferrara e con la Polizia penitenziaria del carcere di Rovigo, oltre al dialogo costruttivo con il Dipartimento trasfusionale dell’Ulss 5 Polesana, e in particolare la collaborazione con il primario Francesco Chiavilli. Assieme alla Direzione generale e alla Fidas Polesana, inoltre, si è raggiunto l’obiettivo di usare una voce comune per sensibilizzare al dono, per dare le corrette informazioni e per combattere le eventuali emergenze.
A livello di coordinamento sono previste una consulta generale e alcune zonali per i presidenti delle 53 comunali, al fine di tenere continuamente informati i dirigenti territoriali, nonché monitorare insieme la situazione donazionale, gli interventi proposti e le eventuali difficoltà riscontrate.

Gli altri interventi
Al termine della relazione, sono seguite le relazioni dell’Aamministratore e del presidente del collegio dei revisori dei conti. Prima delle votazioni che hanno approvato il conto consuntivo e la relazione della presidente, sono intervenuti il sindaco di Porto Tolle, Claudio Bellan, il rappresentante della Fidas, Gianfranco Marangoni, il direttore sanitario dell'Avis Provinciale, Barbara Cavallaro, ed il consigliere Avis nazionale, Mirco Vicentini.
Francesco Chiavilli del Dipartimento di medicina trasfusionale ha comunicato che ad aprile ci sarà il concorso per l’assunzione di due nuovi medici ed il rientro in servizio di un altro. Ha inoltre affermato che grazie all’operato di tutte le Avis comunali nel territorio, il Polesine presenta l’indice dei donatori al 78 per mille della popolazione. Il delegato di Avis Regionale, Roberto Sartori, si è complimentato per l’operato svolto ed ha dato conferma ai propositi emersi in assemblea, soprattutto alla necessità di informare e promuovere in vista anche del calo demografico che potrebbe influire negativamente sull’andamento delle iscrizioni.

Fonte: Avis Provinciale Rovigo