Mal’Aria di città

Legambiente ha pubblicato il dossier "Mal'Aria 2016", che riporta i dati sull'inquinamento nelle nostre città.

A Rovigo il quadro è preoccupante: solo nei primi ventinove giorni del 2016, Rovigo ha raggiunto ben 14 superamenti, quasi la metà dei superamenti massimi annuali di PM10 consentiti dalla normativa. La centralina di Rovigo Centro ha registrato un valore di 159 microgrammi per metro cubo (µg/m3), oltre il triplo del consentito. Ad Adria  un dato analogo, con 156 microgrammi per metro cubo.

Nel 2015 è stato registrato un peggioramento complessivo rispetto agli scorsi anni. Per quanto riguarda gli inquinanti considerati nel dossier di Legambiente, il PM10 ha infatti fatto registrare numeri da record, con Vicenza che ha registrato 110 superamenti giornalieri dei valori soglia (fissati dal D.lgs. 155/2010), seguita da Venezia con 91, subito dietro Padova e Treviso con 85 sforamenti, per arrivare a Rovigo con 75 e a Verona con 65 superamenti del limite consentito. Unico capoluogo veneto che si salva è ancora Belluno con 8 sforamenti.

Considerando altri inquinanti analizzati (ozono troposferico, biossido di azoto, PM2,5) la situazione del 2015 sembra in linea con quella degli anni precedenti. Infatti mentre per gli ossidi d’azoto e per il PM2,5 tutte le centraline regionali sono risultate in regola con la normativa, per l’ozono troposferico la situazione è diversa. I limiti imposti dalla normativa, che prevedono un massimo di 25 sforamenti della media mobile, sono stati superati in 4 capoluoghi. Rovigo e Treviso per 36 volte, Venezia 27 volte e Vicenza per 26 volte. I livelli i più alti sono stati registrati a Badia Polesine (36 sforamenti annui) e a Borsea.

Secondo l’associazione ambientalista, per contrastare in maniera efficace l’inquinamento atmosferico è indispensabile un cambio di passo nelle politiche sulla mobilità sostenibile, potenziando il trasporto su ferro, l’uso di mezzi pubblici e la mobilità nuova, e rendere così l’auto l’ultima delle soluzioni possibili per gli spostamenti dei cittadini. Oggi l’Italia continua ad avere il record per numero di auto per abitante: il tasso di motorizzazione arriva a 62 auto ogni 100 abitanti, contro le 25 auto ogni 100 abitanti di Amsterdam e Parigi o le 31 di Londra. È perciò indispensabile una strategia nazionale per la qualità dell’aria e un piano per la mobilità in città, accompagnato da studi accurati sulle fonti di emissione, eseguiti a scala locale e urbana, per pianificare le giuste politiche di intervento.

"L’emergenza smog – dichiara Giorgia Businaro, direttore di Legambiente Veneto – difficilmente si potrà risolvere con gli interventi sporadici che le amministrazioni propongono in fase d’emergenza tra targhe alterne, divieto di appiccare fuochi, blocchi del traffico, mezzi pubblici gratis, come avviene attualmente in gran parte delle città venete, e senza nessuna politica concreta e lungimirante".

L’emergenza smog 2015 non è stata di certo un fulmine a ciel sereno. Per il PM10 in tutta la pianura veneta non c'è mai stato anno in cui uno dei capoluoghi, ad esclusione di Belluno, sia riuscito a rimanere entro i limiti. Un problema cronico, dunque, che, secondo il direttore Businaro solleva due ordini di problemi: "è incomprensibile il fatto che i cittadini non siano diventati più attenti al problema. È necessaria una presa di coscienza generale: sono i comportamenti individuali ad incidere sulla qualità dell’ambiente in cui viviamo".

L'articolo completo è sul sito https://legambienterovigo.wordpress.com/2016/01/29/malaria-2016.

Il dossier "Mal'Aria 2016" è scaricabile dal sito www.legambiente.it/contenuti/dossier/dossier-malaria-2016