Festival dei Popoli 2016

Dal 9 al 17 luglio 2016, a Villa Valente Crocco a Salvaterra, frazione di Badia Polesine, in via dei Partigiani, 262 torna il "Festival dei Popoli", promosso dal Centro Documentazione Polesano. Il tema di questa edizione è "Economia oggi: tra cinismo ed etica".

Programma
- sabato 9 luglio, ore 21.15, "Questa casa non è un'azienda",spettacolo teatrale, compagnia Luna e l’Altra Teatro, di e con Adriana Giacchetti, Elisa Forcato, Francesca Varsori, Rosangela Pesenti;
- domenica 10 luglio, ore 18.00, "Nelle mani dei mercanti: perchè il Ttip va fermato", conversazione con Monica Di Sisto giornalista sociale;
- lunedi 11 luglio, ore 21.15, "Centro commerciali contro centri storici, imparare dalla rigenerazione di aree dismesse". Conversazione con Alessandro Massarente, Dipartimento di Architettura, Università di Ferrara;
- martedi 12 luglio, ore 21.15, "L'economia del dono. In nessun luogo e da per tutto", serata di poesia dedicata al poeta Bino Rebellato. Conversazione con Marco Munaro, poeta, Il Ponte del Sale - Rovigo;
- mercoledi 13 luglio, ore 21.15, "Della fiducia buona e di altri beni comuni", racconti di comunità intraprendenti, conversazione con Giovanni Teneggi, Confcooperative Reggio Emilia;
- giovedi 14 luglio, ore 21.15, "Una finanza a servizio dell'economia e del cittadino", conversazione con Anna Fasano, vicepresidente Banca Popolare Etica. Modera Lodovica Mutterle, coordinatrice Banca Popolare Etica di Rovigo;
- venerdi 15 luglio, ore 21.15, "Kwatz!", serata musicale con Kwatz! Ensamble (Enrico Caimi, percussioni; Roberto Dani, batteria preparata; Sergio Fedele, percussioni);
- sabato 16 luglio, ore 21.15, "A passo d'uomo. Suoni di un'altra economia", concerto del gruppo musicale Bonifica Emiliana Veneta - B.E.V. (Marco Dainese, viola, piano, cori; Marco Mainini, voce, chitarra, piva, piffero; Alessandro Mottaran, piva, mandoloncello, cori; Walter Sigolo, fisarmonica, cori);
- domenica 17 luglio, ore 21.15, "In-contro", spettacolo di teatro-danza. Regia, coreografia e interpretazione di Thierry Parmentier, Laura Chemello e Valentina Motteran. Intervento conclusivo di Gianni Tognoni, segretario generale del Tribunale Permanente dei Popoli.
Per tutto il festival, mostra foto documentaria "Economia oggi: tra cinismo ed etica". Foto di Beppe D'Alba e Vittorino Zambello.

Presentazione del Festival
È arrivato il tempo di chiedersi per chi e per cosa deve essere organizzata l’economia. È tempo di scegliere tra arricchire i mercati o la buona vita. L’economia della persona è finalizzata alla felicità, deve fondarsi sulla qualità dell’ambiente, del lavoro e della partecipazione; un’economia che ha al centro l’uomo persegue dignità, equità e pace.
Rispetto agli anni del confronto Nord/Sud del mondo, la divaricazione tra chi ha troppo e chi niente oggi è, non solo fortemente polarizzata, ma anche drammatizzata dalla guerra diffusa e dalla precarietà dei diritti in un processo di annientamento per cui masse di esseri umani possono essere target o più semplicemente inutili.
La Shoah ci ha insegnato che l’annientamento delle persone non è solo la prima violenza: è l’incubatrice di tutte le violenze che gli esseri umani possono saper compiere. La Shoah era nascosta a chi voleva non vederla. Oggi la catastrofe avviene davanti ai nostri occhi, è spettacolarizzata. E ci chiede che ne è dei diritti universalmente proclamati dopo quell’esperienza. Si parla di una guerra globale combattuta usando l’economia come arma.
La struttura tecnologica della globalizzazione riveste un “ruolo sempre più importante nell’architettura fluida e sempre cangiante del capitalismo globale contemporaneo, nella scomparsa dello Stato sociale, e sul ruolo che la libera circolazione dei dati è destinata a ricoprire in un regime commerciale di completa deregulation. Il capitalismo finanziario contemporaneo ha un futuro solo all’interno della Silicon Valley” (adattato da Evgeny Morozov), ma è responsabilità degli uomini interagire con un sistema che, se assecondato, si autoalimenta in una escalation drammatica.
Nel mondo, soprattutto prima e nonostante il colonialismo e prima della globalizzazione liberista, non si è praticato solo il capitalismo, ma sussistevano modelli economici diversi che oggi forse possono fornirci elementi di osservazione per sviluppare economie alternative al darwinismo capitalistico. Movimenti e sperimentazioni, infatti, oggi tentano di reagire e resistere o progettare forme nuove di economia: pensare globalmente e agire localmente è lo slogan, ma quale capacità di incidere sull’assetto economico dominante può avere l’azione di gruppo?
Obiettivo del Festival dei Popoli 2016 è fare di questo tema argomento di riflessione e per questo il CDP ha stretto alleanza con Banca Etica e con la Fionda di Davide, esponente locale di Mercato alternativo, per realizzarne la programmazione.