Una storia nata dall'incontro di due padri

Terzo appuntamento, sabato 27 gennaio 2018, per il ciclo “Storie Raccontate” organizzato dall’associazione Attive Terre, che ha ospitato lo scrittore Fulvio Ervas all'auditorium "Saccenti".

Si respirava un’aria magica e, per usare una frase dello scrittore, “tutto è stato possibile grazie al clima che si è trovato, alla sinergia dettata dall’incontro di persone sensibili”. Autore di numerosi romanzi, tra i quali “Se ti abbraccio non avere paura”, Ervas ha saputo affrontare in alcuni suoi romanzi tematiche difficili e dolorose, ma con uno stile sempre leggero, divertente e commovente, lasciando così trapelare al lettore un messaggio di speranza e conforto per chi ascolta e anche per chi legge. Ad aprire l'incontro, un breve filmato, realizzato dall'associazione Attive Terre, con immagini sostenute da frasi tratte proprio da “Se ti abbraccio non aver paura”.

Ad aprire l'incontro, Delfina Cosetta Pellegrini, vicepresidente di Attive Terre, cinsieme ad Antonio Gardin. Simpatica e particolarmente toccante è stata la narrazione dell’incontro di Fulvio Ervas con Franco, padre di Andrea , un ragazzo autistico, ossia i due protagonisti del libro.

Un mattino senza scuola, Fulvio Ervas guarda scorrere il mondo dal tavolino di un bar. "Ehi, tu scrittore - lo apostrofa un tipo con occhi da Richard Gere - ho una storia per te. Sei uno scrittore, vero? Mi han detto che sei uno scrittore, e di quelli bravi". "Sì - risponde Fulvio, incerto - scrivo storie di fantasia". "Allora ascoltami - dice l’uomo, che nel frattempo ha detto di chiamarsi Franco e ha ordinato uno spritz - perché la storia che voglio raccontarti ha la forza della vita vera e la bellezza di un sogno”.

E’  cominciato così un dialogo durato un anno intero, sotto la pergola dell’uva fragola, sul divano di casa Ervas. Franco ha raccontato di Andrea, della loro avventura attraverso le Americhe. Fulvio è rimasto incantato dalla sua energia, dal coraggio di quel padre che ama disperatamente suo figlio e vuole regalargli a ogni costo tutta la vita che può, tutta la bellezza che può: in barba a quell’autismo, come lui stesso lo definisce, maledetto.

Nella mente di Fulvio, a questo punto, ha preso il sopravvento il Narratore che, con grande emozione, ha saputo dare il meglio di se stesso, raccontando a tutti i presenti, travolgendoli con una dialettica incredibile, quel lungo lavoro di elaborazione di immagini, di idee attraverso le quali  è riuscito a trasformare il racconto di Franco in un romanzo che affonda nel cuore e fa decollare le emozioni.

Lo stesso Ervas ha spiegato che non è stato facile decidere di scrivere questo romanzo e sicuramente la spinta è stata la forza di quel padre che voleva raccontare questa realtà che è l’autismo e quanto si può fare anche in queste condizioni. Parlare di diversità non è stato facile, ma la grande apertura nel raccontare anche i momenti di tenerezza ed empatia tra il padre che scriveva - Fulvio - e il padre che raccontava una storia speciale - Franco -, ha permesso al pubblico attento e sensibile di cogliere tutta la profondità e la commozione provate.

Si è parlato ancora di condivisione nel momento in cui Fulvio Ervas si è soffermato su un importante concetto espresso nel libro: una “tassa” che l’Umanità dovrebbe pagare per far fronte alla confusione della vita, per far comprendere quanto sia importante la solidarietà delle persone e come ognuno di noi dovrebbe farsi carico di questo peso.  

Attraverso le domande dei partecipanti è emerso anche l’amore per il territorio dello scrittore Ervas, una grande passione, che spesso si ritrova nei suoi romanzi, che propongono tematiche legate alla salvaguardia dell’ambiente. Altre curiosità sono emerse grazie ad alcune domande dei ragazzi della classe terza A della scuola secondaria di primo grado “A. Buzzolla”, che, insieme ai ragazzi del Liceo "Bocchi - Galilei" e dell’Istituto "Colombo", hanno partecipato all’incontro, dimostrando grande interesse e sensibilità. Al relatore, infatti, hanno dato modo di entrare anche nel  privato chiedendo se Fulvio avrebbe fatto la stessa scelta di Franco. Si è così parlato di scelte personali, così difficili da fare e sicuramente dipendenti dal trovarsi in situazioni così particolari.
    
Attive Terre rimanda a sabato 3 febbraio, alle ore 8,00 presso l'aula magna del "Bocchi - Gaòlilei",, in via Cavallotti, 7, ospite il gruppo giovani della Società Dante Alighieri di Rovigo, con l’incontro “Il volto femminile nell’inferno di Dante e nella società odierna”.