Il Codice del Terzo Settore

Dopo la legge di riforma del Terzo settore (L. 106/2016), è stato pubblicato ed è in vigore il Codice del Terzo settore. Dopo quelli sull’impresa sociale, il servizio civile universale ed il 5 per mille, si prevedono ulteriori venti decreti nei prossimi dodici mesi.

Queste le principali novità introdotte dal Codice:
1. E’ abrogata la normativa pre-esistente: quella sul volontariato (L. 266/91) e sulle associazioni di promozione sociale (L. 383/2000), oltre che una parte consistente del Dlgs 460/97 sulle Onlus. Gli Enti del Terzo settore (Ets) sono le Organizzazioni di volontariato (che dovranno aggiungere Odv alla loro denominazione), le Associazioni di promozione sociale (Aps), le imprese sociali (fra cui le cooperative sociali), gli enti filantropici, le reti associative, le società di mutuo soccorso, gli altri enti (associazioni riconosciute e non, fondazioni, enti di carattere privato senza scopo di lucro diversi dalle società).

2. gli Enti del Terzo settore dovranno iscriversi al registro unico nazionale del Terzo settore che sostituirà gli elenchi esistenti. Il registro sarà tenuto dal ministero delle politiche sociali, ma sarà gestito e aggiornato a livello regionale. Inoltre, presso il ministero, è costituito il Consiglio nazionale del Terzo settore.Fino alla costituzione del nuovo registro sono applicabili le attuali leggi sul volontariato e sulla promozione sociale.

3. all’art. 5 del Codice, sono definite le attività di interesse generale esercitate dagli Enti del Terzo settore per il perseguimento, senza scopo di lucro, di finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale in via esclusiva o principale: servizi sociali, prestazioni sanitarie e socio-sanitarie, educazione, istruzione, formazione, ambiente, legalità, diritti umani, dei consumatori, pari opportunità, banche del tempo, gruppi acquisto solidale, adozione internazionale, protezione civile, riqualificazione dei beni pubblici.

4. gli Enti del Terzo Settore, con l’iscrizione al registro unico nazionale, saranno tenuti al rispetto di alcuni obblighi sul numero minimo di soci (sette), la democrazia interna, la trasparenza nei bilanci, i rapporti di lavoro e i relativi stipendi, l’assicurazione dei volontari, la destinazione degli eventuali utili. L’iscrizione al registro sarà la condizione per poter beneficiare di esenzioni e vantaggi economici previsti dalla riforma come, ad esempio, incentivi fiscali maggiorati, risorse del nuovo Fondo progetti innovativi (che per il primo anno avrà una dotazione di 65 milioni), “Social bonus” e “Titoli di solidarietà”.

5. Sono fornite indicazioni alle pubbliche amministrazioni su come cedere senza oneri alle associazioni beni mobili o immobili per manifestazioni, in comodato gratuito come sedi o a canone agevolato per la riqualificazione, incentivare la cultura del volontariato (soprattutto nelle scuole) e coinvolgere gli Ets nella programmazione e nella gestione dei servizi sociali.

6. gli utenti dei Centri di servizio per il volontariato (CSV) diventano tutti i “volontari negli Enti del Terzo settore”. I Centri dovranno essere nuovamente accreditati, risponderanno all’Organismo nazionale di controllo (Onc) e alle sue articolazioni territoriali (Otc), le cui maggioranze saranno detenute dalle fondazioni di origine bancaria. Sarà ridotto il numero dei CSV in riferimento al numero degli abitanti. Negli organi di governo dei CSV potranno entrare tutti gli Ets garantendo però al volontariato la maggioranza nelle assemblee. Sono previsti criteri di incompatibilità tra la carica di presidente di un CSV e altre cariche politiche. I CSV, insieme alle reti associative nazionali, potranno essere autorizzati dal ministero delle politiche sociali all’autocontrollo degli Enti del Terzo settore.Il fondo per il funzionamento dei CSV da regionale diventa nazionale (FUN fondo unico nazionale) ma continuerà ad essere alimentato da una parte degli utili delle fondazioni di origine bancaria e da un credito di imposta concesso alle stesse fondazioni.

Allegati:
- Codice del Terzo Settore (formato .pdf)
- Testo legge 206/2016 (formato .pdf)