L'inferno delle donne

Le ragazze del comitato giovani della Società Dante Alighieri sono state le protagoniste dell'atteso evento finale del ciclo di incontri con l'autore organizzato da Attive Terre di Adria.

La volontarie della Dante hanno incontrato i ragazzi del liceo "Bocchi-Galilei" e dell'IIS "Colombo" di Adria e i corsisti esterni, su un tema quanto mai attuale e impegnativo: "Il volto femminile nell’inferno di Dante e nella società odierna". Un titolo che vale un convegno e che le ragazze hanno affrontato con competenza e passione, coinvolgendo nel loro impegnativo percorso il pubblico di studenti, attentissimi e partecipi con interventi e domande.

In apertura, il presidente Alessandro Andreello ha ricordato l’obiettivo del progetto "Leggo dunque sogno", co-finanziato dal Csv, di far comprendere attraverso forme diverse di comunicazione l’immenso valore della condivisione e l’acquisizione di competenze, per supportare le persone in difficoltà. La parola è poi passata alla presidente del Comitato gruppo giovani di Rovigo della Società Dante Alighieri, che ha sottolineato che in tutta Italia i comitati giovani siano pochissimi e a Rovigo ne funziona uno molto attivo e impegnato.

La performance è stata strutturata in due parti: la prima dedicata alle donne che Dante nella Commedia incontra all’inferno e la seconda alle donne che vivono oggi l’inferno in diverse situazioni (nelle guerre, nel lavoro, nelle mafie…). I due momenti sono stati poi arricchiti da proiezioni di diapositive e brevi filmati, da un commento musicale e dall’interpretazione dei passi della Commedia a cura dell’attrice Margherita Cercolato, membro della Società Dante Alighieri di Rovigo.

Laura Bellinato ha accompagnato il pubblico con maestria e padronanza dei contenuti e della situazione, raccontando le storie delle poche, ma significative donne che Dante incontra all’inferno, delineando il volto della donna e la concezione della sua figura e del suo ruolo nella società di quel tempo. All’inferno la caratteristica che le accomuna è la fragilità, ciò che invece le distingue è la loro sistemazione nei tre diversi regni che il poeta visita e di conseguenza i loro comportamenti e il loro attaccamento alla vita terrena.

Se il numero tre in Dante è sempre presente per il suo significato metaforico, tre sono le donne personaggi del poema, ossia Francesca nell’Inferno, Pia nel Purgatorio, Piccarda in Paradiso. Così, tra i lussuriosi, anime travolte dalla bufera, Dante incontra l’unico personaggio femminile dell’inferno, Francesca da Polenta, avvinghiata al suo amato Paolo Malatesta: come nella vita furono travolti dalla bufera dei sensi, così, anche dopo la morte, sono trasportati da un vento incessante. Il poeta forse vede riflessi in Francesca sé stesso e la fragilità di tutti gli esseri umani. Riconosce colpevole la donna e giusta la condanna, ma se ne duole e prova affetto per la sua tragica sorte. Ciò che ha reso vive le figure femminili incontrate all’inferno sono le loro storie  che Laura ha saputo raccontare con trasporto e passione collocandole nel loro tempo e nei loro luoghi per contestualizzarle oltre i versi del Poeta recitati dalla brava Margherita.

La seconda parte, condotta con altrettanta bravura da Noemi Pegoraro, ha introdotto invece i presenti negli inferni vissuti dalle donne nelle società odierne. Le loro città dolenti sono le case di tutte le donne private della propria libertà, violate, maltrattate che vivono costantemente nella paura di uomini brutali e meschini. Dolente è la vicenda di Lucia Annibali segnata per sempre nel volto e nel cuore. Dolenti sono i giorni di tutte le donne e le ragazze che sono costrette a soddisfare i desideri insani di uomini prevaricatori. Dolente è la necessità di doversi nascondere per un reato mai commesso. In Italia ogni due giorni viene uccisa una donna: 120 vittime nel 2017.

Il percorso si è concluso con un bellissimo e significativo video dal titolo “Cosa succede se metti un bambino di fronte a una bambina e gli chiedi di darle uno schiaffo”. I bambini sono sicuri, senza tentennamenti si rifiutano di maltrattare una loro compagna perché una donna non si tocca neanche con un fiore, perché “simmo ommi”.

Tra gli applausi convinti dei ragazzi  è giunto al termine il percorso e la Preside del "Bocchi-Galilei", Silvia Polato, è intervenuta per sottolineare il messaggio delle performance e il significato che assumono, in tempi difficili come quelli che viviamo, e come, per le ragazze, per le donne, sia venuto il momento di alzare la testa e reclamare dignità e parità per l’insostituibile contributo che danno alla società. Il presidente di Attive Terre, Alessandro Andreello, ha concluso rimandandoci alle ultime azioni del progetto e che saranno "Palestra della condivisione e sostegno", dove attraverso le competenze già possedute, i corsisti potranno sperimentare sul campo con azioni di sostegno e supporto per le persone in difficoltà. Si terminerà con la "Final conference", in cui verranno resi pubblici i dati dell’ efficacia e la descrizione delle attività svolte.