La necessità dei libri e delle storie

"L'uomo costruisce case perché è vivo, ma scrive libri perché si sa mortale. Vive in gruppo perché è gregario, ma legge perché si sa solo. La lettura è per lui una compagnia che non prende il posto di nessun'altra, ma che nessun'altra potrebbe sostituire". E' ripartita da questa famosa citazione, contenuta nel saggio "Come un romanzo", scritto nel 1992 da Daniel Pennac, la dottoressa Antonella Turri, nel quinto incontro del corso "La cassetta degli attrezzi" presso l’aula magna dell’istituto Cristoforo Colombo di Adria.

Lo scrittore è colui che ha stilato il famoso decalogo dei diritti "imprescrittibili" dei lettori, riconoscendo ad essi il diritto di avere una relazione libera con i libri, inclusa la possibilità di non leggerli.

Dopo i saluti introduttivi della professoressa Amalia Fabozzi, che segue la classe terza B del corso di studi Socio Sanitario, i ringraziamenti da parte di Alessandro Andreello, presidente dell'associazione Attive Terre. Quindi l'intervento di Antonella Turri, cha ha parlato ininterrottamente ed in modo avvincente per quasi due ore, illustrando come si articola la promozione della lettura, della necessità di allestire la progettazione per arrivare al piano della fattibilità, cercando di definire in modo convincentissimo, anche sulla scorta di esemplificazioni varie, che “la lettura è uno strumento” che è determinante per la formazione permanente della persona. Và da zero a 100 anni ed è una “priorità educativa”.

La lettura non è astratta ma è una cosa molto concreta che ci aiuta a vivere. E poi che la “lettura è un piacere” e che “leggere è la vita”. Ha dimostrato che “la lettura oltrepassa il testo scritto ed è molto di più”. Ci può aiutare, in quanto consente di attivare il meccanismo di identificazione.

Ha dato poi delle indicazioni importanti da dove iniziare a costruire progetti di lettura: partendo dai bisogni, dalle necessità di una comunità, dall’interesse per un determinato argomento, vanno lette le esigenze del contesto del territorio a cui lo strumento Biblioteca e letture afferiscono. Importantissimo poi è saper costruire un catalogo, una Bibliografia, saper fare una ricerca e saper organizzare tutte le informazioni disponibili, anche tra diversi media. Arrivando ad affermare che “la Biblioteca, per essere veramente efficace deve essere fuori di sé”  nel senso di non deve essere chiusa ed autoreferenziale ma un servizio alla comunità.

La lettura deve anche essere un terreno fertile d’incontro, dove, essere lettori, significa anche essere in grado di scegliere e dove connotarsi ed essere riconosciuti come attività importantissima di socializzazione. In chiusura sono stati forniti importanti riferimenti ed esempi di proposte di animazione e percorsi letterari disponibili e consultabili attraverso internet.

In chiusura, dopo i calorosi applausi e il gradimento che ha riscosso la relatrice dell’incontro, Andreello ha fornito le indicazioni sull’incontro conclusivo del corso, che si terrà nella stessa sede, sabato 4 novembre, dalle 9.00 alle 11.00. Il relatore dell’incontro conclusivo sarà Antonio Gardin, che con il suo intervento dal titolo “La struttura che connette”, parlerà della struttura narrativa come prospettiva relazionale – un percorso di ricerca per la costruzione delle competenze relazionali e sociali.