Come scrivere il bilancio sociale dell'associazione

Con il Decreto del 4 luglio scorso, vengono definite le linee guida per la redazione del bilancio sociale, come previsto nella legge delega per la riforma del Terzo settore (legge 6 giugno 2016, n. 106) e successivamente dal Codice del Terzo settore (D.Lgs. 117/2017).

Cos'è il bilancio sociale

Il bilancio sociale viene definito, nello stesso decreto, come uno "strumento di rendicontazione delle responsabilità, dei comportamenti e dei risultati sociali, ambientali ed economici delle attività svolte da un’organizzazione. Ciò al fine di offrire un’informativa strutturata e puntuale a tutti i soggetti interessati non ottenibile a mezzo della sola informazione economica contenuta nel bilancio di esercizio". In altre parole, è il documento con cui l'associazione comunica i risultati e gli effetti del suo operato, rendendo conto ai propri sostenitori, ai donatori, ai volontari e ai cittadini. 

Chi è tenuto a redigere il bilancio sociale

Le linee guida chiariscono innanzitutto quali sono gli enti tenuti alla redazione del bilancio sociale:
- gli enti del Terzo settore con con ricavi, rendite, proventi o entrate comunque denominate superiori ad 1 milione di euro (art. 14, comma 1 D.Lgs. n. 117/2017);
- i CSV - Centri di Servizio per il Volontariato, indipendentemente dal valore complessivo delle entrate (art. 61, comma 1, lettera l, D.Lgs. n. 117/2017);
- le imprese sociali (art. 9, comma 2, D.Lgs. n. 112/2017), comprese le cooperative sociali, e i gruppi di imprese sociali, anche in questo caso indipendentemente dal valore complessivo delle entrate.

Come deve essere diffuso

Viene ribadito l'obbligo, per gli ETS, di depositare il bilancio sociale presso il registro unico nazionale del Terzo settore (quando sarà operativo) e, per le imprese sociali, presso il registro delle imprese. Sia ETS che imprese sociali sono inoltre tenuti a pubblicare il bilancio sociale sul proprio sito internet.

Quando diventa obbligatorio

Le linee guida andranno applicate a partire dai bilanci sociali redatti dal 2020 e solo da quegli enti che sono tenuti per legge a redigerlo.

Perché adeguarsi

Le indicazioni fornite saranno comunque utili anche a quegli Enti del Terzo Settore che decidono di redigere un bilancio sociale pur non essendovi tenuti per legge, in quanto esso rappresenta un importante strumento di controllo interno e di rendicontazione nei confronti degli associati, degli eventuali lavoratori, delle istituzioni, dei finanziatori, dei donatori e di tutti quelli che vengono definiti "stakeholders" o portatori di interesse, in attuazione del principio di trasparenza, alla base di tutta la riforma del Terzo settore, e in un ottica di crescita.

Cosa prevedono le linee guida

Nel dettaglio, le nuove linee guida, indicano in modo esaustivo:
- i riferimenti normativi
- le finalità
- i soggetti tenuti alla redazione del bilancio sociale
- i destinatari
- i principi a cui attenersi nella redazione
- la struttura e il contenuto del documento
- la procedura da seguire per la sua approvazione, deposito, pubblicazione e diffusione

In particolare, per quanto riguarda la struttura e il contenuto, il bilancio sociale dovrà dare conto di: 
1) Metodologia adottata per la redazione;
2) Informazioni generali sull’ente;
3) Struttura, governo e amministrazione;
4) Persone che operano per l’ente;
5) Obiettivi e attività;
6) Situazione economico-finanziaria;
7) Altre informazioni;
8) Monitoraggio svolto dall’organo di controllo.

Data l’eterogeneità dei diversi enti di Terzo settore, le linee guida lasciano comunque un ampio margine di personalizzazione del bilancio sociale che possa tenere conto, tra gli altri elementi, della natura dell’attività esercitata e delle dimensioni dell’ente o dell’impresa sociale.