Al via il doposcuola dell'Age

Ha preso il via lunedì alle scuole medie "Parenzo" di Rovigo l'attività di doposcuola promossa dalla rete di associazioni, istituti scolastici ed enti locali, guidata dall'Associazione Genitori di Rovigo.
Il supporto allo studio offerto dai volontari, in collaborazione con le scuole, è rivolto in particolare a bambini bisognosi di affiancamento nello studio. L'aumento dei figli di cittadini stranieri e la difficoltà di molti genitori a conciliare orari di lavoro e cura dei figli sono due delle maggiori problematiche che investono il mondo della scuola. Per garantire adeguata formazione a tutti i bambini e impedire l'abbandono degli studi è necessario un lavoro di rete che coinvolga gli istituti, le famiglie, le associazioni e gli enti locali. Da queste premesse prende piede il progetto “Sostegno alla famiglia per una rinnovata cultura che faccia fronte alla crisi del welfare”, promosso dall'A.Ge in collaborazione con cinque istituti comprensivi, sei associazioni, Comune e Provincia di Rovigo.
Sono circa 30-35 per ogni istituto gli studenti già coinvolti nel doposcuola, che dopo l'avvio alle Parenzo prosegue, dal 2 febbraio, anche alle "Bonifacio" e poi in altri istituti della provincia, con particolare attenzione al basso Polesine. "Quest'anno abbiamo esteso le attività a quel territorio, partendo da Ariano nel Polesine, perchè lì sono state riscontrate difficoltà maggiori rispetto ad altre aree della provincia. Proprio ad Ariano è nato anche un nuovo gruppo dell'A.Ge, che si aggiunge agli altri sei presenti in Polesine e a quello, in via di costituzione, a Villamarzana", spiega Gino Furini, presidente dell'A.Ge.
Il problema del supporto scolastico non tocca solo gli immigrati, maggiormente in difficoltà con la lingua e quindi nell'affiancare i figli nello studio. Negli ultimi anni i bambini di famiglie italiane hanno raggiunto lo stesso numero degli immigrati di seconda generazione nelle attività di doposcuola. Secondo Vincenzo Longo, formatore e ideatore del progetto, "il welfare non è cambiato solo per la crisi economica e quindi per i tagli ai servizi. Si sono verificati cambiamenti radicali anche nel modello familiare tradizionale, in cui ad esempio i nonni si prendono cura dei nipoti o i figli dei genitori malati. La crisi rischia di mettere a rischio tutto questo, perciò è necessario che tutti i soggetti interessati nella società si uniscano e operino assieme".
Il lavoro di rete è uno dei punti di forza del progetto, che coinvolge le Associazioni Genitori di Badia Polesine, Fiesso Umbertiano, Rovigo – San Pio X, le associazioni Renzo Barbujani Onlus, Gea Mater Onlus, Scienza e Vita, il Club Kiwanis, il Comune e la Provincia di Rovigo, la scuola materna San Pio X, gli istituti comprensivi di Ariano Polesine, Fiesso Umbertiano, Rovigo 1, Rovigo 2 e Rovigo 38.
Oltre alle attività di doposcuola, sono previsti anche incontri formativi rivolti ai genitori, per insegnare i metodi migliori per supportare lo studio dei figli e per coinvolgere nuovi volontari nelle attività dell'associazione. Il progetto consolida e amplia un'attività che l'A.Ge conduce da diversi anni e si inserisce in un'azione più ampia, che coinvolge tutti i Comuni del territorio ed è parte dei piani di zona dell'Ulss 18, in grado di raggiungere almeno 600 studenti. "Negli ultimi anni - dice Furini - la dispersione scolastica nella nostra provincia è calata dal 7% al 4%, segno che questi progetti incidono". Conclude Remo Agnoletto, presidente del Csv: "Si tratta di uno dei 43 progetti finanziati l'anno scorso dal Centro. Credo che il supporto allo studio e la mediazione culturale siano azioni estremamente importanti in una fase di trasformazioni sociali e di crisi economica e di valori".
Alla presentazione del progetto, venerdì 13 gennaio 2012, erano presenti Gino Furini, Remo Agnoletto, Renato Spadavecchia (Kiwanis), Eva Grandi (Ass. Renzo Barbujani), Loris Roccatello e Maria Rosaria Bruno (Istituto Comprensivo Rovigo 1), don Mario Ferrari (parrocchia Santa Maria delle Rose), Lauretta Ceciliati (Istituto comprensivo Rovigo 2), Vincenzo Longo, Marinella Mantovani (assessore provinciale Politiche sociali) e Antonio Saccardin (assessore comunale Politiche sociali).