Per una nuova "insurrezione della bontà"

Il 1° febbraio 2014 il movimento Emmaus rilancia lo storico appello dell'Abbè Pierre, che nel 1954 mobilitò i francesi per aiutare i poveri e i senzatetto. A Rovigo i volontari organizzano un'iniziativa di sensibilizzazione nel piazzale della stazione ferroviaria.

"Amici miei, aiuto! Questa notte alle tre una donna è morta assiderata. In mano aveva ancora il documento con cui il giorno prima le era stato notificato lo sfratto". Cominciava così l'appello che il 1° febbraio 1954 l'Abbè Pierre lanciò dalle onde di Radio Lussemburgo. Un appello a soccorrere le migliaia di senzatetto abbandonati per strada nei mesi più gelidi dell'anno. Lo ricordano, a sessant'anni di distanza, i volontari dell'Emmaus, che sabato sera, dalle 19 alle 20.30, saranno in piazza Riconoscenza a Rovigo per rilanciare il messaggio di solidarietà del fondatore del movimento Emmaus.

Nel 1954 l'Abbè Pierre già da tempo portava soccorso, coperte e cibo a chi viveva in condizioni di disagio ed emarginazione. L'appello nacque dall'esigenza di intervenire in un inverno particolarmente freddo, che aveva causato la morte di senzatetto. Satenò un'ondata di solidarietà e spinse il governo francese ad approntare un piano d'urgenza per la costruzione di 12 mila alloggi di prima necessità. Nell'intervento radiofonico, il religioso chiedeva di reagire di fronte "a tanto orrore", attivandosi in prima persona per accogliere in casa chi non aveva nulla o per procurare coperte, tende, cucine da campo.  La reazione di solidarietà che seguì l'appello fu battezzata "insurrezione della bontà": furono raccolti 500 milioni di franchi, una cifra spropositata per l'epoca.

Oggi Emmaus rilancia quel grido di aiuto, in un contesto di crisi economica che sta creando nuove forme di disagio sociale e povertà, causate dalla mancanza di lavoro, dagli sfratti e dall'erosione del welfare. Gli "eredi" dell'Abbè Pierre oggi gestiscono comunità in tutto il mondo, di cui una in provincia di Rovigo, a Fiesso Umbertiano. Accolgono persone in difficoltà, proponendo di condividere lavoro e vita comunitaria in un percorso di riscatto della propria dignità. Oggi, il movimento di cui fanno parte aggiorna l'appello a costruire una società in cui ciascuno abbia posto, in cui la miseria non sia considerata una fatalità e l'economia sia "un mezzo al servizio delle persone". L'invito è a una mobilitazione popolare come quella di sessant'anni prima: "Più saremo numerosi ad inventare insieme delle soluzioni alternative, più noi potremo continuare a fare indietreggiare non solo le conseguenze , ma anche le cause della miseria. E se, oggi, avessimo ragione ad interpellarvi affinché, a vostra volta, vi rivoltiate? E se, oggi, avessimo ragione a chiedervi di impegnarvi? E se, come 60 anni fa, noi avessimo ragione a contare su di voi?".

L'appuntamento di sabato sera si terrà non casualmente nel piazzale di fronte alla stazione ferroviaria: qui è forte la presenza di persone senza fissa dimora e qui tre sere la settimana è presente il camper dell'Emmaus, in cui i volontari distribuiscono bevande calde, coperte e informazioni utili ai senzatetto. E' un presidio fondamentale per aiutare chi vive per strada e per contrastare il cosiddetto "degrado" con la solidarietà e l'ascolto. Ai passanti e ai pendolari sarà distribuito l'appello. L'iniziativa, che inizierà alle 19 e si concluderà alle 20.30, è aperta a tutti.

Per informazioni:  tel. 0425.754004 - e-mail: emmausfiesso@alice.it - www.emmausfiesso.it

Link:
- Testo integrale dell'appello >