Un’estate in associazione

Con la fine dell'estate, si sono concluse le esperienze di volontariato di 18 ragazze e ragazzi che hanno voluto provare un’attività in associazione, approfittando delle vacanze.
Si è svolto ieri, martedì 1 settembre, nella sede del Centro servizi volontariato di Rovigo, l’incontro con i giovani che hanno partecipato alle esperienze di volontariato in associazione nel periodo estivo. I partecipanti hanno condiviso esperienze e impressioni sulle attività svolte.

Tra le esperienze raccontate, un gruppo ha partecipato all’accoglienza e animazione dei bambini saharawi, ospiti a Lendinara nella prima settimana di agosto, promossa dal Centro Documentazione Polesano. Un’esperienza forte sul piano emotivo, come testimonia Giacomo. Per Tayeb, punto di forza è la fiducia ricevuta dall’associazione e “l’esperienza fantastica di fare da mediatore tra i bambini e gli italiani, grazie alla conoscenza della lingua araba”. Camilla sottolinea “il rapporto tra noi animatori, che ci ha resi molto uniti. Peccato che l’esperienza sia stata troppo breve”.
Due ragazze, invece, hanno preso parte alle attività con i bambini bielorussi, ospiti dell’associazione Olga a fine luglio.  
Tre ragazze di Rovigo, ancora, hanno sperimentato per un mese l’esperienza di volontarie in corsia, con l’Associazione Volontari Ospedalieri, con attività di sostegno morale ai pazienti dell’Ospedale di Rovigo. “Ci siamo sentite apprezzate per quello che facevamo, anche se le reazioni dei pazienti sono molto diverse nei confronti dei volontari”.  

I volontari, che si sono occupati di animare i momenti di svago durante il soggiorno, hanno sottolineato come in breve tempo si sia creata sintonia tra il gruppo di animatori e i bambini, conoscendo così più da vicino le realtà da cui provenivano i bambini, nonostante le difficoltà di comprensione della lingua. . “All’inizio – raccontano Lucrezia ed Eleonora – eravamo spaesate perché i bambini non parlavano italiano. Poi si è creato un legame fortissimo”.

L’esperienza ha lasciato il segno in tutti. “Mi ha aiutato a sperimentare me stesso, capire i miei limiti e se il percorso di studi che sto facendo in ambito sociale è quello giusto”, racconta Giacomo. Per Lucrezia, l’ospedale è stata occasione per conoscere “persone che sono in situazioni molto più difficili della nostra, ho imparato un po’ di umiltà”. Conferma Tayeb: il confronto con i bambini provenienti da campi profughi insegna “a guardare quello che si ha e non quello che non si ha,a  capire quanto siamo fortunati”. Aggiunge Anna: “Ho capito che basta davvero poco per fare felice una persona”. E Camilla: “Un altro valore è stato sperimentare le relazioni con un gruppo di persone, non sempre facili”.
Oltre a poter sperimentare un’attività in associazione, le proposte coordinate dal Csv hanno proprio lo scopo di essere esperienze formative, in cui mettersi alla prova, crescere umanamente, acquisire competenze. Gli stagisti riceveranno un certificato dell’esperienza svolta, con un dettaglio sulle competenze maturate, utile anche per il curriculum.

Sono in tutto 18 i ragazzi e le ragazze che hanno iniziato un'attività breve di volontariato in questi mesi, potendo sperimentare esperienze molto diverse tra loro, secondo i propri gusti e interessi. Coinvolte le associazioni Aido provinciale di Rovigo, Arcisolidarietà, Associazione Volontari Ospedalieri, Centro Documentazione Polesano, Di Tutti i Colori, La Fionda di Davide, Lega nazionale difesa del cane, Olga.
Il Csv collabora con alcuni istituti scolastici anche per realizzare stage per gli studenti. Nel 2015 ne sono stati realizzati 19, mentre sono stati 39 gli incontri in 9 istituti scolastici, con oltre 500 studenti partecipanti. L’attività riprenderà nei mesi autunnali.