Pagamento delle retribuzioni

La Legge di Bilancio 2018 ha introdotto il divieto di erogare le retribuzioni ed i compensi con denaro contante, anche quando si tratta di acconti.

La norma, contenuta nell’art. 1 co. 910-914 della Legge n. 205 del 27 dicembre 2017, mira a contrastare il fenomeno dell’economia sommersa attraverso la corresponsione di retribuzioni e compensi con modalità di pagamento tracciabili.

Sono infatti ammessi soltanto:
a) bonifico sul conto identificato dal codice IBAN indicato dal lavoratore;
b) strumenti di pagamento elettronico;
c) pagamento in contanti presso lo sportello bancario o postale dove il datore di lavoro abbia aperto un conto corrente di tesoreria con mandato di pagamento;
d) emissione di un assegno consegnato direttamente al lavoratore o, in caso di suo comprovato impedimento, a un suo delegato.

In sostanza, i datori di lavoro o i committenti non possono liquidare la retribuzione per mezzo di denaro contante direttamente al lavoratore, qualunque sia la tipologia del rapporto di lavoro instaurato.

Per rapporto di lavoro si intende ogni rapporto di lavoro subordinato di cui all'articolo 2094 del codice civile, ogni rapporto di lavoro originato da contratti di collaborazione coordinata e continuativa e dai contratti di lavoro instaurati in qualsiasi forma dalle cooperative con i propri soci ai sensi della legge 3 aprile 2001, n. 142. Sono interessate pertanto anche le associazioni che ricorrono a personale retribuito con tali forme contrattuali (es. per personale di segreteria, autisti, ecc.).

La firma apposta dal lavoratore sulla busta paga non costituisce prova dell'avvenuto pagamento della retribuzione.

Restano esclusi dall’obbligo soltanto i rapporti di lavoro instaurati dalle Pubbliche Amministrazioni di cui all'art. 1, D. Lgs. 165/2001 e quelli con gli addetti ai servizi familiari e domestici (colf, badanti). Sono inoltre esclusi dall’applicazione della nuova norma i redditi che non derivano da rapporti di lavoro quali, per esempio, tirocini, stage, borse di studio e compensi per attività di amministratore di società.

La mancata osservanza dell’obbligo della tracciabilità comporta il pagamento di una sanzione amministrativa da 1.000 a 5.000 euro.