La prevenzione alla base di una buona salute

Come migliorare il nostro stato di salute? Molto dipende dal nostro stile di vita e dalle tante condizioni di vita quotidiana, compresi i fattori ambientali. L’azione della prevenzione, quindi, deve puntare a diffondere un’educazione che proponga uno stile di vita sano, prestando maggiore attenzione al benessere generale che, per prima cosa, passa per la salute.

Se n'è parlato nell'incontro "Prevenzione e benessere" del 16 giugno a Rovigo, con Maria Chiara Pavarin, medico dell'Azienda Ulss 5, nell'ambito del ciclo di appuntamenti "Argento Attivo", promosso dal Csv di Rovigo e dall'Ulss 5.

Il concetto di prevenzione è strettamente correlato a quello di "Promozione della Salute", definita, dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, come "il dare alle persone i mezzi per diventare più padroni della propria salute e per migliorarla".

Per raggiungere uno stato di completo benessere fisico, mentale e sociale, la persona o il gruppo deve essere in grado di definire e concretizzare le aspirazioni, di soddisfare i propri bisogni e di modificare l’ambiente, così da adattarvisi. Il nostro stato di salute è determinato anche dalle condizioni di vita, dal grado di istruzione, dal tipo di occupazione e dall’ambiente in generale. L’azione della prevenzione, quindi, deve puntare a diffondere un’educazione che proponga uno stile di vita sano, prestando maggiore attenzione al benessere generale che, per prima cosa, passa per la salute.

La prevenzione consiste in un insieme di interventi per favorire e mantenere lo stato di benessere ed evitare l'insorgere di malattie, a livello di singolo individuo, di collettività e di ambiente. Gli obiettivi sono dunque proteggere il singolo, controllare le malattie nelle popolazioni,  circoscrivere le malattie, eradicarle.

Non tutti questi obiettivi sono oggi realisticamente raggiungibili, ma in base ad essi si distinguono tre livelli di prevenzione: primaria, secondaria e terziaria.

La prevenzione primaria mira a evitare che la malattia insorga (incrementando le difese dell'organismo,  iminando i fattori causali delle malattie e selezionando e trattando gli stati di rischio), per esempio con il ricorso alla vaccinazione o l'eliminazione degli agenti patogeni. La prevenzione secondaria riguarda invece individui apparentemente sani, con lo scopo di verificare presunte lesione prima che la malattia si manifesti clinicamente. Lo strumento della prevenzione secondaria è la diagnosi precoce (mammografia, pap-test, colonscopia...). La prevenzione terziaria, cerca di limitare le complicanze di una determinata patologia , e delle probabilità di recidive.

I fattori di rischio sono quelle caratteristiche derivanti da abitudini e stili di vita non corretti, fattori ambientali e biologici, che, se presenti in un soggetto esente da manifestazioni cliniche della malattia, predicono la probabilità di ammalare in un certo periodo di tempo.\
 
I fattori non modificabili, come dice la parola stessa, non dipendono da noi e sono:
- Età: il rischio di infarto, come di quasi tutte le patologie cardiovascolari, aumenta con l’avanzare dell’età.
- Sesso: l’aterosclerosi e l’infarto sono più comuni negli uomini rispetto alle donne fino alla menopausa; oltre questo termine, infatti, il rischio cardiovascolari per uomini e donne è paragonabile.
- Fattori genetici (Familiarità, ereditarietà): nella propria storia familiare ha casi di malattia cardiovascolare acuta in età relativamente precoce è maggiormente a rischio di infarto.

Ci sono poi i fattori di rischio modificabili: su questi si può intervenire in maniera efficace, eliminando gli stili di vita scorretti.
- Sedentarietà: l’inattività fisica è associata al rischio di aterosclerosi ed eventi cardiovascolari. Al contrario, condurre una vita attiva, facendo regolarmente almeno 20-30 minuti di attività fisica per 3-4 volte a settimana, è il metodo migliore per prevenire i problemi cardiovascolari e tenere sotto controllo i livelli di pressione arteriosa, il peso corporeo e gli altri fattori di rischio.
- Scorretta alimentazione: si deve sempre cercare di avere un’alimentazione sana ed equilibrata: è alla basa della prevenzione delle malattie cardiovascolari mangiare almeno 4-5 porzioni di frutta e verdura al giorno, evitare cibi troppo salati, zuccherati o calorici.
- Fumo di sigaretta e alcolici: l’abuso di tabacco e, in minor misura, dell’alcool possono essere rischiosi per la nostra salute. Infatti queste sostanze possono danneggiare i vasi sanguigni ed aumentare il rischio di eventi cardiovascolari.
- Ipertensione arteriosa: livelli di pressione arteriosa persistentemente alti, oppure la registrazione di pericolose oscillazioni pressorie nell’arco della giornata possono essere alla base di eventi cardiovascolari e cerebrovascolari. Se non controllata, infatti, l’ipertensione arteriosa è il più subdolo e silenzioso tra i fattori di rischio per malattie cardiovascolari.
- Diabete e colesterolo alto: lo scarso controllo dei valori di glicemia a digiuno è uno dei più temibili fattori di rischio cardiovascolari. Questa condizione si associa spesso ad alterati livelli di colesterolo nel sangue, obesità ed ipertensione arteriosa.
- Esposizione ad agenti biologici, batteri, virus, ecc
- Esposizione a radiazioni ionizzanti
- Esposizione ad agenti inquinanti

Molti di questi fattori di rischio possono essere tenuti sotto controllo attraverso una dieta sana ed equilibrata ed una regolare attività fisica.