Volontariato, accoglienza e integrazione

Come rendere il volontariato un'opportunità di crescita e un'occasione di incontro anche per i richiedenti asilo accolti sul nostro territorio? Come costruire insieme alle Associazioni di volontariato e alle Parrocchie percorsi virtuosi per l'accoglienza di ragazzi stranieri nelle realtà di servizio? Queste le domande di fondo di “I have a dream”, progetto che la Caritas Diocesana di Adria-Rovigo ha sperimentato per prima nei propri servizi e desidera ora allargare ad altre realtà di volontariato del territorio.

“Quel che fa la differenza in questo progetto è il concetto di reciprocità – sottolinea Irene Rigobello della Caritas – il servizio svolto da questi ragazzi non deve in alcun modo essere letto come una restituzione dell'accoglienza che ricevono. L'accoglienza è un loro diritto intoccabile in quanto richiedenti asilo. Il servizio che i ragazzi chiedono di fare è per loro l'occasione di mettersi gratuitamente a disposizione, condividendo il gusto di fare qualcosa con gli altri e per gli altri, come è nello spirito del volontariato, ma anche le associazioni  possono godere del vantaggio di coinvolgere nuovi giovani nei propri servizi, di migliorare o sperimentare nuove potenzialità del volontariato o dell'animazione delle realtà parrocchiali.”

Nell'intento di creare una più stretta collaborazione con le associazioni locali, la Caritas ha coinvolto nel progetto anche il Centro servizi volontariato di Rovigo, per individuare assieme le possibili modalità di coinvolgimento del volontariato locale.

Giovedì 11 febbraio “I have a dream” è stato presentato alle parrocchie e ad alcune realtà di volontariato del territorio. E' stata l'occasione per raccontare l'esperienza fin qui accumulata, per sottolineare punti di forza e criticità emerse dai primi sei mesi di volontariato che 16 ragazzi accolti dalla Cooperativa Porto Alegre stanno portando avanti all'interno di Rikrea, servizio Caritas di raccolta e recupero di mobili usati. “Ci sono ovviamente delle difficoltà che vanno prese in considerazione quando si coinvolgono ragazzi stranieri, prima fra tutte la lingua - racconta Angela, operatrice di Porto Alegre - Quel che è certo è che il volontariato stimola nei ragazzi nuove energie e li spinge anche ad apprendere più velocemente l'italiano. Il contatto con i volontari, il fatto di uscire dal centro in cui sono accolti fa loro davvero bene.”

La Caritas Diocesana e il Csv sono a disposizione per l'accompagnamento e la mediazione con le realtà di accoglienza (Cooperativa Porto Alegre, Associazione “Di tutti i colori” e Arcisolidarietà) in modo da individuare tra i ragazzi accolti quelli più adatti al tipo di volontariato offerto dalle associazioni interessate ad aderire al progetto “I have a dream”.

In questi giorni, alcune associazioni hanno già dato la propria disponibilità a coinvolgere, in via sperimentale, alcuni richiedenti asilo. Il desiderio di Caritas e del Csv è che siano sempre più numerose le associazioni interessate a coinvolgere ragazzi stranieri nei propri servizi perché nulla più dell'incontro con le persone crea le condizioni per superare le paure e trasformare il Polesine in un territorio che si prende cura delle persone che accoglie.

Altre info sul sito www.caritasrovigo.org