Un anno che amplia gli orizzonti

Nella nuova puntata di Radio Volontariato si torna a parlare di Servizio civile, in attesa del nuovo bando di selezione per i giovani, che dovrebbe essere pubblicato a metà luglio sul sito del Dipartimento per il servizio civile.

A raccontare questa esperienza di cittadinanza attiva è Monia Menon, in servizio all’Inac, patronato della Confederazione agricoltori, dove dà informazioni alle persone anziane sulle prestazioni sociali e sanitarie a cui hanno diritto presso la pubblica amministrazione.

Rivolto a giovani da 18 a 28 anni, il Servizio civile dà la possibilità di impegnarsi per un anno in associazioni o enti, con un rimborso mensile di 433,80 euro. E’ però qualcosa di diverso da un tirocinio o da un lavoro: a fare la differenza è il tipo di impegno, sempre affine ai temi del sociale, della cultura, dell’ambiente o della protezione civile, che i giovani svolgono con un ruolo più simile a quello dei volontari nelle associazioni, ossia con passione e calore umano.

Il Servizio civile arricchisce in primis chi lo fa: “Quello che mi rimarrà – racconta Monia – è sicuramente l’importanza di avere conosciuto tante persone, essermi potuta confrontare con caratteri diversi e personalità diverse, ma soprattutto tanta conoscenza e tanta umanità, tutto ciò che le persone riescono a trasmettere”.

A rendere ancora più intensa questa esperienza, c’è un nuovo ruolo che Monia ha assunto nel corso del suono anno: è infatti tra i ragazzi veneti eletti nella rappresentanza dei volontari in Servizio civile, assieme a Chiara Ferron e Matteo Zago. Lo scopo dei rappresentanti, spiega, “è ascoltare i volontari, conoscere le loro preoccupazioni e i loro problemi, tentare di migliorare la situazione dalla base, portare alla Consulta nazionale le nostre proposte”.

E in questo ambito emergono anche le questioni che più interessano ai giovani che oggi scelgono questo percorso: “I temi più dibattutti sono quelli legati alle novità introdotte dal Servizio civile universale, come la valutazione delle competenze acquisite e la possibilità di trovare lavoro successivamente”.

Insomma, l’anno di servizio prepara anche al proprio futuro professionale. Ma non solo: “Si impara a non avere una visione ridotta al proprio ambito. Si prende coscienza della realtà che ci circonda, ad esempio il funzionamento delle istituzioni, si acquisisce una coscienza critica, la possibilità di capire gli eventi e di analizzarli. Soprattutto la consapevolezza di dire: c’è un problema, provo a risolverlo”.

L’intervista, condotta da Francesco Casoni del Centro servizi volontariato, è in onda in luglio su Radio Kolbe, il giovedì alle 11.00 e alle 21.15, il sabato alle 21.00 e il mercoledì alle 17.05 sulle frequenze 91.200 e 94.500.