E' nato il Terzo Settore

E' dedicato alla riforma del Terzo Settore il primo numero del 2016 di Vdossier, la rivista curata dai Centri servizi per il volontariato di Bologna, Brescia, Cremona, L’Aquila, Lazio, Marche, Messina, Milano, Palermo, Rovigo, Torino e CSVnet Lombardia.

Dall'editoriale. Il nuovo numero esce dopo la pubblicazione della legge 106 sulla Gazzetta ufficiale del 18 giugno 2016 (“Delega al Governo per la riforma del Terzo settore, dell’impresa sociale e per la disciplina del Servizio civile universale”).  Gli intenti dichiarati dal Governo sono sempre stati molto espliciti
e si potrebbero riassumere in due macro obiettivi: valorizzazione del principio di sussidiarietà e centralità delle capacità produttive ed occupazionali di tutti gli enti del Terzo settore. Nel processo di costruzione del disegno di legge, si è proceduto nel compito di far convivere gli obiettivi dichiarati dal Governo e le aspettative delle organizzazioni del Terzo settore, non sempre con esiti positivi.

Il risultato finale appare come una legge centrata sulla regolazione delle potenzialità e sulla necessità di controllo di un mondo produttivo, più che sulla promozione e sullo sviluppo di nuove forme di cittadinanza e partecipazione. Le organizzazioni di volontariato e i volontariati, nelle forme che si stanno moltiplicando, non possono essere guardate, sostenute e sorvegliate nello stesso modo delle organizzazioni produttive di beni e servizi, per quanto di interesse generale. Non si può dire che la Legge Delega metta al centro il volontariato.

Tuttavia, ripercussioni per le organizzazioni di volontariato e di promozione sociale si possono rintracciare anche in altre parti del testo. Per l’art. 5, la legge quadro sul volontariato (266/91) e la legge sulla promozione sociale (383/2000), dovranno essere sottoposte ad una “revisione organica”, per ora individuata solo attraverso alcuni criteri generali. Il più significativo è quello che impegna il Governo ad armonizzare e coordinare le leggi suddette, valorizzando i principi di gratuità, democraticità e partecipazione, le tutele dello status di volontario e segnalano la specificità della organizzazioni di volontariato
di cui alla legge 266/91 e di quelle operanti nella protezione civile.
Il sostegno alle attività degli enti del Terzo settore viene, per lo più, affrontato attraverso agevolazioni e sostegno economico, anche attraverso il riordino e l’armonizzazione della relativa disciplina tributaria e delle diverse forme di fiscalità di vantaggio. Per le associazioni di volontariato e di promozione sociale, viene istituito un fondo destinato a sostenere lo svolgimento di attività di interesse generale, che a regime dovrà essere di 17,3 milioni nel 2016 e di 20 milioni dal 2017. Sarebbe però utile comprenderne le modalità di utilizzo.

La legge sottolinea inoltre la necessità di promuovere l’assegnazione degli immobili pubblici inutilizzati, nonché dei beni immobili e mobili confiscati alla criminalità organizzata e di prevedere agevolazioni volte a favorire il trasferimento di beni patrimoniali agli enti di cui alla presente legge. La riforma del 5 per mille (“strutturale”, dice il testo) prevede la razionalizzazione e revisione dei criteri di accreditamento dei soggetti beneficiari e dei requisiti per l’accesso. Ma, in sintesi possiamo dire che sarà utile procedere ad un processo di “ripulitura” salvaguardando, precisando, e valorizzando le caratteristiche della cittadinanza attiva organizzata, che presta attività gratuite e volontarie, e distinguendo queste dalle innumerevoli e utili attività di impresa sociale /cooperativa. Perché l’impresa sociale non è la centralità del Terzo settore, ma uno dei suoi soggetti.

Sommario
pag. 5, L’editoriale. Una riforma che riorganizza la giungla del Terzo settore in attesa dei decreti delegati
pag. 9, L’analisi. Crescita continua degli enti. E sempre più donne e giovani impegnati nella solidarietà
pag. 15, Moro: in 12 articoli le regole per smascherare la falsa solidarietà
pag. 21, Venturi: La cultura del dono è rivista in chiave più aperta nel nome del “civismo”
pag. 27, Il giurista: Via libera alla definizione che identifica il Terzo settore in base al fine sociale
pag. 37, La svolta: Il principio di sussidiarietà sancito anche per legge. Così si attua la Costituzione
pag. 32, Il notaio: I decreti attuativi puntino a un doppio obiettivo: norme chiare e semplificazione
pag. 41, Propersi: Codice civile fermo al 1943. Adesso occorre aggiornarlo. E serve il registro unico
pag. 47, La critica: Odv in un limbo fiscale. La lunga lista dei quesiti senza ancora una risposta
pag. 52, Obiettivo sul Servizio civile universale: una risorsa per le associazioni ma anche un impegno
pag. 57, La sfida: Trasparenza, ora il Governo vari un portale online. Il diritto di sapere è di tutti
pag. 62, Lezione americana: È l’ora del settore plurale. Assicura un equlibrio tra pubblico e privato
pag. 71, Voce ai protagonisti: Dai Centri di servizio alle organizzazioni di volontariato, dalle associazioni di promozione sociale alle pubbliche assistenze, dalle cooperative sociali alle imprese sociale, dalle fondazioni alle associazioni sportive
pag. 102, La Legge

Allegato:
- Vdossier n. 1 - 2016: E' nato il Terzo Settore (formato .pdf)