Il futuro del volontariato ospedaliero

E' disponibile il nuovo numero di Vdossier, la rivista gratuita sui temi chiave del volontariato, curata dai Centri servizi per il volontariato di Bologna, Cremona, L’Aquila, Lazio, Marche, Messina, Milano, Rovigo e da CSVnet Lombardia.

Il nuovo numero è dedicato al tema "Volontariato e salute". Può essere scaricato gratuitamente da questo link oppure ritirato nelle prossime settimane presso il Csv di Rovigo, in viale Tre Martiri, 67/F. Di seguito un estratto dall'introduzione.

"Volontariato e salute: un binomio fondamentale per la società civile. Oggi più che mai. Soprattutto di fronte ai continui tagli della  spesa  pubblica. Il volontariato, fedele al principio della sussidiarietà, è e rimarrà un pilastro del grande edificio del welfare  contemporaneo.
Dopotutto la storia, passata e presente, di una moltitudine di associazioni (piccole, medie e grandi) lo conferma, con l’impegno quotidiano in questo settore del non profit di 340 mila volontari (fonte Istat). Tuttavia fra i numerosi ambiti del volontariato per la salute (dall’impegno nella raccolta fondi per la ricerca alla cooperazione internazionale, dall’attività di promozione sociale all’educazione alimentare) a cui è dedicato questo numero di Vdossier, ci siamo focalizzati sul volontariato attivo negli ospedali, negli hospice, nelle case di riposo. Su quel volontariato di relazione, di ascolto e di aiuto contro la malattia, la solitudine, l’isolamento e l’esclusione. Senza cambiare la sua missione questo volontariato di relazione e di aiuto è chiamato a riflettere e a interrogarsi sulle nuove sfide che lo attendono in un futuro prossimo. Ecco perché  nelle  pagine  di  questo  numero  della  nostra  rivista  abbiamo  puntato a mettere al centro il valore aggiunto che il volontariato porta nella relazione con il malato come fattore che pure la medicina ritiene sempre più decisivo nei percorsi di cura e guarigione.
Non a caso, il volontariato per la salute ha acquisito, in questi ultimi anni, un’importanza sempre maggiore sia in termini numerici (volontari e addetti nelle istituzioni sanitarie non profit) che come produttore di relazioni fondamentali persino (come è riconosciuto da tante ricerche scientifiche) nelle terapie, ma anche come soggetto e motore di processi di de-ospedalizzazione, oggi sempre più diffusi e che, ne siamo certi, continueranno a crescere anche domani.
Non  va  infatti  dimenticato  che  l’Istat vede in questo  segmento del più ampio mondo del volontariato, un ambito in costante espansione. Non solo per i 340 mila volontari impegnati, ma anche per le 11 mila associazioni e istituzioni sanitarie non profit che danno lavoro a 158 mila addetti.
Ma c’è un rovescio della medaglia. È ormai risaputo infatti che far del bene fa bene. Non uno slogan, ma una verità confermata da una ricerca che è un’ampia revisione di quaranta ricerche, pubblicata sulla rivista Bmc Public Health, nella quale si dimostra che, occuparsi degli altri e spendersi in attività benefiche, non è vantaggioso solo per chi riceve le nostre attenzioni, ma anche per la nostra salute: il volontariato infatti aumenta il benessere generale, allontana il rischio di depressione, ci rende più soddisfatti di noi stessi e addirittura potrebbe allungare la vita, come ha scoperto Suzanne Richards dell’università di Exeter in Inghilterra".

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