Le sette virtù della co-progettazione

"Le sette virtù della coprogettazione" è i titolo scelto per il nuovo numero di VDossier, rivista curata dai Csv di Bologna, Brescia, Cremona, L'Aquila, Lazio, Marche, Messina, Milano, Palermo, Rovigo, Torino e CsvNet Lombardia.

Le sette virtù sono relazioni, flessibilità, competenze, reti generative, valutazione, tempo e prospettiva, che questo numero racconta attraverso diverse esperienze e punti di vista. A partire dalla legge 328 del 2000 - che ridefinisce il rapporto tra enti pubblici e soggetti del Terzo Settore – è stato introdotto un nuovo concetto di partecipazione alle politiche sociali. Successivamente, con la riforma del Titolo V della Costituzione, le Regioni hanno acquisito in modo esclusivo il potere decisionale sulle politiche sociali, potendo così decidere se rimanere nel solco tracciato dalla legge 328 o se, viceversa, costruire forme alternative di welfare locale.

Dal termine “progettazione partecipata” si è passati poi al concetto di "co-progettazione", una modalità di relazione diversa che intende promuovere il cambiamento costruendo un’idea di welfare differente.

In questo senso il legislatore ha visto nel volontariato il partner ideale per completare le cosiddette politiche sociali. Ma la caratteristica di osservatore privilegiato si è sviluppata oltre ogni attesa iniziale, anche se, purtroppo, la possibilità di incidere in modo significativo sulle progettazioni integrate attraverso lo strumento della concertazione è stato insufficiente. La mancanza di alcune competenze tecniche, l’eccessiva frammentazione degli enti, la difficoltà di unire l’azione diretta, lo spazio per la progettazione, hanno depotenziato le grandi possibilità offerte da questa sfida.

In alcuni territori, in particolare, e in alcuni periodi, questi diciassette anni della legge 328/00 hanno portato a parziali e discontinue realizzazioni della concertazione, trasformando alcuni enti di Terzo settore in puri soggetti erogatori di servizi, senza nessuna possibilità di poter contare ed essere protagonisti della loro progettazione. Oggi, invece, sarà sempre più importante riappropriarsi di questa funzione “perduta” per entrare nelle dinamiche virtuose della progettazione sociale.

Il numero 3/2016 di Vdossier, oltre a scattare una fotografia della situazione in Italia, indaga in quali luoghi e su quali temi queste sperimentazioni sono diventate veri spazi di co-progettazione tra singoli/gruppi ed enti pubblici e con quali meccanismi è stata incentivata la partecipazione e l’attivazione.

A questo proposito sono stati preziosi e importanti i suggerimenti, i consigli, le riflessioni di alcuni esperti del settore: Felice Addario, Jamil Karim Amiriam, Francesco D’Angella, Ugo De Ambrogio, Cecilia Guidetti, Silvano Falocco, Tina Miggiano e Alessandro Pozzi. Il loro contribuito, come i loro spunti di analisi, sono stati fondamentali per chiarire alcuni aspetti e per sviluppare idee sull’argomento.

Scarica Vdossier n. 3 del 2016 (formato .pdf) >